Una modella con un corpetto disegnato da Maya Hansen alla settimana della moda di Madrid, 21 febbraio 2016 (BELEN DIAZ/AFP/Getty Images)
  • Moda
  • giovedì 12 maggio 2016

Il ritorno di corsetti e corpetti

Molti stilisti li hanno proposti nelle loro ultime collezioni ma i più famosi sono quelli portati da Kim Kardashian per assottigliare il girovita

Una modella con un corpetto disegnato da Maya Hansen alla settimana della moda di Madrid, 21 febbraio 2016 (BELEN DIAZ/AFP/Getty Images)

Tra i capi della collezione autunno-inverno 2016-17 di Prada è ricomparso un indumento associato ormai da tempo a Dita von Teese e più recentemente a Kim Kardashian: il corsetto. Già negli anni Ottanta corpetti e corsetti (per essere precisi, i secondi sono la variante intima dei primi) erano tornati popolari, in parte grazie alla stilista inglese Vivienne Westwood e a Madonna, che durante il “Blonde Ambition” – il suo secondo tour mondiale, nel 1990 – indossò i famosi body con il reggiseno con coppe a cono disegnati per lei da Jean Paul Gaultier. I corpetti della collezione di Prada assomigliano più ad alte cinture che a indumenti intimi: le modelle li hanno indossati allacciati su giacche e cappotti.

La modella Gigi Hadid ospite da Jimmy Fallon nella puntata del 16 maggio 2016

THANK YOU JIMMY!!! 🍔

Una foto pubblicata da Gigi Hadid (@gigihadid) in data:

Prada non è stata l’unica casa di moda ad aver riproposto questi capi: all’ultima settimana della moda di New York erano presenti anche nelle collezioni delle aziende americane Tome e Brock Collection, mentre i corsetti si sono visti in quella di Chromat, che vende costumi da bagno e lingerie. Il sito dell’edizione americana di Vogue ha proposto alcuni abbinamenti con corsetti e corpetti ispirati allo stile delle ultime collezioni.

Da anni si parla di corpetti e corsetti soprattutto per via di Kim Kardashian, che più volte ha raccontato di utilizzare quelli dell’azienda Waist Gang Society e praticare il “waist training”, che permette, nel tempo, di assottigliare il girovita utilizzando corpetti molto stretti che lo comprimono. L’obiettivo è ottenere il cosiddetto “vitino da vespa”, come facevano le donne nell’Ottocento quando la moda imponeva una forma del corpo a clessidra e corsetti molto stretti. Vivienne Westwood e Dita von Teese li hanno riproposti come un indumento femminile e sensuale, anche se legato a una forma di costrizione del passato. L’uso che ne fa Kim Kardashian (come anche le sue sorelle e altri personaggi famosi) è invece più vicino alle pratiche che modificano – in alcuni casi fino a deformare – il corpo femminile; sostiene addirittura di usarlo mentre fa sport, cosa che è sconsigliata dai medici.

Kardashian ha anche incluso l’icona di un corsetto tra le “Kimoji“, le emoji personalizzate realizzate apposta per lei e che si possono scaricare con una app.

Ultimamente nel Regno Unito molti giornali hanno scritto dei corsetti per via di una mostra sulla storia dell’intimo al Victoria and Albert Museum di Londra – Undressed: A Brief History of Underwear. Fino agli anni Cinquanta erano utilizzati, sia per gli uomini che per le donne, per motivi estetici e migliorare la forma del girovita. Oggi questi prodotti sono tornati di moda, soprattutto grazie a Spanx, un’azienda fondata nel 2000 che vende calze e biancheria intima che fasciano il corpo per dargli una forma più sinuosa. Spanx ha avuto successo in tutto il mondo – nel 2012 è stata valutata da quattro banche di Wall Street per un miliardo di dollari – e ha anche introdotto l’espressione “shape wear”, che si può tradurre come “abbigliamento che migliora la forma”.

I corsetti contemporanei (non quelli delle passerelle, ma quelli usati per ottenere un girovita più sottile) sono più efficaci di quelli ottocenteschi, che avevano aste di metallo e stecche di balena o vimini. Possono essere dannosi per la salute perché comprimono le costole e i polmoni e anche nell’Ottocento alcuni medici sconsigliavano l’uso dei corsetti troppo stretti. I corsetti come quelli usati da Kim Kardashian comprimono lo stomaco e possono provocare bruciori di stomaco e conati di vomito se si mangia troppo mentre li si indossa. Alcuni clienti di Waist Gang Society hanno fatto causa all’azienda attraverso una class action per un risarcimento di 5 milioni di dollari: secondo loro le promesse di dimagrimento ottenuto attraverso l’uso dei corsetti di Waist Gang Society sarebbero false.

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