Dilma Rousseff a Brasilia, il 6 maggio del 2016 (AP Photo/Eraldo Peres)
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  • mercoledì 11 Maggio 2016

Stanotte si vota l’impeachment a Rousseff

Il Senato brasiliano darà il suo primo parere sulla destituzione della presidente, che da domani potrebbe non esserlo più

Dilma Rousseff a Brasilia, il 6 maggio del 2016 (AP Photo/Eraldo Peres)

Il Senato del Brasile è riunito dalle 9.00 ora locale (le 14.00 in Italia) per votare la procedura di impeachment contro la presidente Dilma Rousseff, del Partito dei Lavoratori (PT), accusata di aver truccato i bilanci dello stato. La destituzione di Rousseff era già stata approvata dalla Camera bassa lo scorso 17 aprile con 367 voti a favore, 137 contro, 7 astenuti e 2 assenti.

Il primo voto di oggi al Senato potrebbe portare a una sospensione temporanea della presidente di 180 giorni, dunque fino al prossimo novembre. Sarà necessaria una maggioranza semplice e quindi basteranno 41 voti su 81 se tutti i senatori saranno presenti. Il quotidiano locale O Globo scrive che fino ad ora 68 senatori si sono iscritti per un intervento. Ognuno avrà a disposizione al massimo 15 minuti per parlare. Il voto dovrebbe quindi arrivare non prima delle 3.00 di notte, ora locale, di giovedì 12 maggio. Almeno 50 senatori hanno già dichiarato che approveranno la destituzione.

Brasile

Se l’impeachment sarà approvato, durante il periodo di sospensione dall’incarico Rousseff dovrà affrontare un’indagine e un processo all’interno del Senato che sarà presieduto dal Presidente della Corte Suprema, Ricardo Lewandowski. Come in qualsiasi altro processo, l’accusa e la difesa avranno il diritto di esprimere le loro posizioni e potranno presentare dei testimoni. I senatori, dopo aver assistito al processo, dovranno votare per l’innocenza o la colpevolezza di Rousseff: per la destituzione definitiva della presidente sarà necessaria una maggioranza dei due terzi (54 voti su 81). Se i senatori si opporranno all’impeachment la presidente riprenderà le sue funzioni. In caso contrario, il vice presidente Michel Temer, ex alleato della presidente Rousseff diventato negli ultimi mesi il suo principale rivale, diventerà presidente ad interim (lo diventerà anche durante la sospensione temporanea). Temer resterà in carica fino a quando non ci saranno nuove elezioni, previste per il 2018. Diversi osservatori dicono però che si andrebbe ad elezioni anticipate, ma Rouseff non potrebbe ripresentarsi perché la destituzione prevede anche l’interdizione per otto anni dagli incarichi pubblici.

Al voto di oggi si è arrivati dopo due giornate molto complicate. Lunedì 9 maggio Waldir Maranhão – nuovo presidente ad interim della Camera bassa del Brasile dopo la sospensione di Eduardo Cunha, accusato di aver ostacolato un’indagine che lo vede indagato nel grande scandalo legato a Petrobras e grande sostenitore della procedura di impeachment – aveva chiesto l’annullamento della destituzione di Rousseff votata lo scorso aprile. Martedì 10 maggio Maranhão ha revocato la sua stessa decisione e il governo ha deciso di presentare ricorso alla Corte suprema federale, che però oggi ha rifiutato la proposta di bloccare il processo di impeachment: Rousseff ha definito tutta la faccenda un “golpe” contro di lei e il suo partito.

Nel caso in cui l’impeachment venisse portato a termine la situazione non sarebbe comunque semplice per il Brasile. Tutte le persone che hanno le più importanti cariche di governo oltre a Rousseff sono coinvolte in diversi scandali. Il vicepresidente Temer (che diventerebbe presidente ad interim) potrebbe non potersi candidare per una carica elettiva in caso di nuove elezioni presidenziali: è stato condannato a pagare una multa per aver violato i limiti di finanziamento della campagna elettorale e la sentenza potrebbe prevedere anche la sua esclusione dagli incarichi pubblici. Eduardo Cunha è accusato di evasione fiscale e di aver ostacolato un’indagine che lo vede indagato nel grande scandalo legato a Petrobras, compagnia petrolifera pubblica coinvolta da ormai due anni in una vasta indagine per corruzione. La scorsa settimana è stato sospeso dall’incarico di presidente della Camera bassa ed è stato sostituito da Maranhão, anche lui sospettato di corruzione nel caso Petrobras. Risulta indagato per varie accuse anche il presidente del Senato, Renan Calheiros.