• Mondo
  • giovedì 28 aprile 2016

Le manifestazioni in Francia contro la riforma del lavoro

Le foto degli scontri in cui 124 persone sono state fermate e 24 poliziotti sono rimasti feriti

Il 28 aprile a Parigi e nelle principali città francesi – tra cui Nantes, Rennes, Lione e Marsiglia – ci sono state manifestazioni contro una nuova legge del lavoro che verrà discussa all’Assemblea nazionale – il ramo più importante del Parlamento – a partire dal 3 maggio. Della nuova legge si parla già da alcune settimane e quella di oggi è stata la quarta giornata di mobilitazione di chi si oppone alla legge: le precedenti tre erano state a marzo e ad aprile. Le Monde ha scritto che i manifestanti sono stati tra i 170mila e i 500mila, a seconda che si prendano i numeri delle autorità o di CGT, il principale sindacato francese che insieme ad altri sei ha organizzato la protesta.

Durante la manifestazione di Parigi e a margine del corteo ci sono stati scontri e violenze con la polizia. Vicino a Place de la Nation, nel XII arrondissement, sono state rotte delle vetrine, lanciati proiettili, pietre e anche estintori. Ci sono stati degli scontri anche in altre città. Il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve ha detto che sono state fermate 124 persone e ci sono 24 poliziotti feriti, tre dei quali in modo grave. Nella periferia di Parigi, quasi 200 studenti dell’Università Parigi VIII si erano riuniti per cercare di bloccare il più grande porto fluviale della regione. Definiti come “anarchici” dalla polizia, hanno bruciato molti pneumatici e hanno preso la metropolitana fino a St. Denis dove hanno cercato di bloccare la stazione degli autobus. Il primo ministro Manuel Valls, ha condannato su Twitter le violenze di una « minoranza».

Nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 aprile a Parigi ci sono stati altri scontri in place de la République tra la polizia intervenuta per sgomberare la piazza e i manifestanti di “Nuit debout” movimento che da giorni organizza proteste simili a quelle di Occupy Wall Street e degli Indignados spagnoli. Ventisette persone sono state arrestate e ventiquattro si trovano attualmente ancora in custodia.

Cosa dice la riforma

La riforma contro la quale stanno protestando gli studenti e i lavoratori francesi è una proposta dell’attuale ministro del Lavoro francese Myriam El Khomri, ed era stata presentata lo scorso febbraio. Dopo molte proteste dei sindacati e successivi negoziati con il governo francese, lo scorso 14 marzo il primo ministro Manuel Valls aveva annunciato alcune modifiche. Una delle critiche principali alla riforma fatte dai sindacati è che avrebbe portato a un aumento delle ore di lavoro. In realtà la legge non prevede l’aumento dell’orario di lavoro settimanale oltre le 35 ore, ma cambia la retribuzione delle ore di straordinario, abbassandola al 10 per cento in più di quella ordinaria (attualmente è più alta del 25 per cento nelle prime otto ore di straordinario, dopo del 50 per cento). Di fatto, dicono i sindacati, se gli straordinari non saranno più sconvenienti per i datori di lavoro ce ne saranno molti di più e quindi l’orario di lavoro settimanale aumenterà con ridotti benefici per i lavoratori. La legge vuole anche rendere più facile per i datori di lavoro aumentare il numero massimo settimanale di ore di lavoro dei dipendenti e degli apprendisti, compresi gli straordinari.

Una delle norme più contestate della prima versione della legge era stata poi quella che cambiava le compensazioni riconosciute ai lavoratori licenziati ingiustamente: non sarebbe stata più decisa da un giudice ma stabilita in modo automatico in base all’anzianità di carriera. Questo punto è stato eliminato dalla legge dopo le modifiche presentate il 14 marzo. Tra le altre cose, la legge prevede anche cambiamenti nella retribuzione delle ore passate a casa dai lavoratori i cui lavori prevedono periodi di reperibilità (ma in cui stanno a casa), e soprattutto aumenta le motivazioni per le quali un’azienda può licenziare un dipendente per ragioni economiche.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.