Un memoriale allestito a Minneapolis per Prince, morto giovedì 21 aprile a 57 anni (AP Photo/Jim Mone)

A quanti anni muoiono le rockstar

Non soprattutto a 27, come vogliono le leggende della musica: Prince è nella norma, dice uno studio

di Christopher Ingraham – The Washington Post
Un memoriale allestito a Minneapolis per Prince, morto giovedì 21 aprile a 57 anni (AP Photo/Jim Mone)

Il leggendario musicista Prince è stato trovato morto giovedì 21 aprile nella sua residenza-studio vicino a Minneapolis, in Minnesota. Aveva 57 anni, e al momento non si conoscono ancora le cause della sua morte. Prince non è sicuramente il primo musicista famoso morto prima di diventare anziano. Agli appassionati di musica è tristemente nota l’esistenza del “club dei 27“, di cui fanno parte tra gli altri artisti come Kurt Cobain, Amy Winehouse, Janis Joplin e Jimi Hendrix, tutti tragicamente morti a 27 anni. Uno studio pubblicato nel 2014 sul sito The Conversation e condotto da Dianna Theadora Kenny, che insegna psicologia e musica alla University of Sydney, dimostra che quella del “club dei 27” è in realtà una leggenda metropolitana. Kenny ha analizzato la morte di oltre 12mila musicisti famosi avvenuta tra il 1950 e il 2014 e ha scoperto che la maggior parte degli artisti inseriti nel suo database sono morti fra i 50 e 60 anni.

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(Dianna Theadora Kenny/The Conversation)

Prince è morto a 57 anni, l’età con il terzo tasso di mortalità più alto nel database di Kenny, mentre quella con il maggior numero di morti – il 2,3 per cento del totale –  è 56 anni. I ricercatori generalmente sostengono che per i musicisti il rischio di morire giovani sia più alto che per il resto della popolazione: lo studio di Kenny va più a fondo, e dimostra che gli artisti inseriti nel suo database sono morti molto prima rispetto a quanto previsto dall’aspettativa di vita negli Stati Uniti.

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(Dianna Theadora Kenny/The Conversation)

«In tutti e sette i decenni presi in esame, la durata della vita dei musicisti famosi era fino a 25 anni più breve rispetto a quella della popolazione americana equivalente», ha scritto Kenny: «i tassi di morte accidentale sono tra le cinque e le dieci volte più alti, il tasso dei suicidi tra le due e le sette volte, e quello degli omicidi fino a otto volte più alto rispetto alla popolazione americana».

© 2016 – The Washington Post

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