Una modella sfila per Yarra Trail a Sydney, nel 2011. (TORSTEN BLACKWOOD/AFP/Getty Images)
  • Moda
  • mercoledì 13 Aprile 2016

Le cosiddette taglie forti vanno di moda

Fino a qualche anno fa erano rivolte soprattutto alle signore, ora invece puntano agli adolescenti, con fantasie, stoffe e tagli di tendenza

di Enrico Matzeu – @enricomatzeu
Una modella sfila per Yarra Trail a Sydney, nel 2011. (TORSTEN BLACKWOOD/AFP/Getty Images)

Negli Stati Uniti il mercato delle taglie forti (quelle che vanno dalla 46 in su) è in crescita da anni, e anche nel resto del mondo molte aziende propongono capi in taglie più grandi, soprattutto per adeguarsi alle richieste dei clienti più giovani. Secondo uno studio dell’agenzia NPD Group, che fa ricerche di mercato, gli adolescenti che acquistano vestiti plus-size sono passati dal 19 al 34 per cento negli ultimi quattro anni. Si tratta di un dato interessante soprattutto per le cosiddette aziende di fast fashion, cioè quelle che vendono vestiti e accessori alla moda, in grande quantità e a basso prezzo, e che sono molto frequentate da adolescenti in cerca di capi a buon mercato ma di tendenza. Molte aziende di questo tipo hanno aperto una linea di taglie forti, definita solitamente “curvy”: H&M l’ha messa in vendita sia nei negozi che online, Mango ne ha una apposita chiamata Violeta e quella di Asos, l’azienda che vende abbigliamento su internet, si chiama Asos Curve.

Il catalogo taglie forti di H&M
h&m

Le novità sostanziali sono due: i vestiti “curvy” non sono più classici e rivolti soprattutto alle signore bensì ai più giovani, e propongono esattamente gli stessi capi della collezione principale, impiegando gli stessi modelli, stoffe, fantasie e colori. Fino a qualche anno fa invece le linee di taglie comode e le aziende specializzate nel produrle erano molto più classiche e non particolarmente attente a seguire la moda: le cose sono cambiate soprattutto grazie alla massiccia presenza di adolescenti nel mercato della moda. Nel frattempo sono nate anche nuove aziende di taglie forti, come per esempio l’americana Eloquii, che vende online. Faceva parte dell’azienda madre The Limited e dopo un lungo periodo di crisi è stata rilanciata nel 2011 dalle dipendenti, che ne hanno rinnovato lo stile: nel 2014 ha investito circa 5 milioni di euro nel settore, e ne ha in programma altri 13 milioni.

Qualche modello di Eloquii
eloquii

Il mondo della moda in generale sta cercando di aprirsi alle richieste di chi indossa abiti dalla 46 in su. Gli stilisti Riccardo Tisci e Jean Paul Gaultier, ad esempio, hanno fatto sfilare e posare nelle loro campagne pubblicitarie modelle meno magre di quelle a cui siamo abituati, e Gaultier ha scelto più volte come testimonial Beth Ditto, la cantante dei Gossip, vestendola con abiti aderenti. Ditto ha anche disegnato una collezione di vestiti dalla taglia 48 in su, che ha presentato alla Settimana della moda di New York, a febbraio 2016: sono 13 capi, indossati nel catalogo da lei e da altre due modelle “curvy” molto famose, Berbie Ferreira e Philomena Kwao.

Beth-Ditto-1

Negli ultimi tempi, anche se con molte lentezze, il mondo della moda sta cercando di adottare nuove idee di bellezza e abbandonare quello dominante finora, solitamente rappresentato da ragazze caucasiche giovanissime e magrissime. Giornali, film, serie tv, pubblicità e servizi fotografici si sono rivolti alle cosiddette modelle plus-size – come sottolinea anche Ivan Bart, presidente della prestigiosa agenzia per modelle IMG Models – mentre importanti riviste come Vogue America e Vogue Italia pubblicano più spesso servizi di moda o copertine con modelle dalle taglie forti, come fece per esempio Vogue Italia nel 2011, con il servizio intitolato “Belle Vere“, realizzato dal fotografo Steven Meisel.