Enrico Letta non crede alla versione egiziana sulla morte di Regeni

«Mi spiace, io non ci credo»

Il 24 marzo il governo egiziano ha fatto capire di avere trovato gli assassini di Giulio Regeni, il dottorando italiano scomparso il 25 gennaio al Cairo, la capitale dell’Egitto, e trovato morto alcuni giorni dopo. Il governo egiziano non lo ha detto in modo esplicito ma ma ha lasciato intendere che a uccidere Regeni sarebbero stati i membri di una banda criminale specializzata in sequestri di cittadini stranieri, morti dopo una sparatoria con la polizia, non lontano da dove era stato ritrovato il corpo di Regeni. Circolano molti dubbi in Italia sulla veridicità di questa ricostruzione. Poco prima delle 9 di oggi l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta ha usato su Twitter l’hashtag #iononcicredo, in un tweet in cui ha scritto che l’Italia deve continuare a impegnarsi per ottenere la verità sulla morte di Regeni.

Regeni era scomparso il 25 gennaio al Cairo ed era stato trovato morto pochi giorni dopo con evidenti segni di torture sul corpo. Per le sua attività di ricerca accademica, Regeni si occupava principalmente di sindacati indipendenti e con posizioni anti-regime. Il governo egiziano – presieduto dal presidente Abdel Fattah al Sisi – è stato accusato da diversi giornalisti ed esperti di avere depistato le indagini sulla morte di Regeni e di non avere collaborato a sufficienza con le autorità italiane.

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