• Cultura
  • domenica 13 dicembre 2015

Chi ha paura delle fotografe?

Un po' di immagini da una grande mostra allestita a Parigi sulle migliori fotografe del Novecento e il loro lavoro, tra scetticismo e pregiudizi

Fino al 24 gennaio 2016 il Musée de l’Orangerie e il Musée d’Orsay di Parigi ospitano la mostra Who’s Afraid of Women Photographers?, un’ampia esposizione dedicata al lavoro di alcune donne che hanno avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione della storia della fotografia, curata da Ulrich Pohlmann, direttore della collezione fotografica dello Stadtmuseum di Monaco di Baviera. La mostra vuole raccontare la fine del pregiudizio sulle donne rispetto all’arte fotografica, che nel corso del Novecento era stata considerata un’attività principalmente maschile, presentando una selezione di lavori di fotografe amatoriali e professioniste (in tutto 165), concentrandosi sugli aspetti individuali del loro lavoro e quelli relativi al contesto socioculturale dei loro paesi d’origine, Francia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti.

Al Musée de l’Orangerie sono esposte opere che vanno dal 1839 al 1919, con i lavori di alcune pioniere del fotogiornalismo tra cui Julia Margaret Cameron, Frances Benjamin Johnston, Gertrude Käsebier e Christina Broom. Al Musée d’Orsay, invece, sono esposte le opere dal 1918 al 1945, il periodo storico a cavallo tra le due guerre durante il quale alcune fotografe iniziarono a lavorare con generi che erano sempre stati prevalentemente maschili, come il nudo e l’erotismo. Tra le fotografe esposte, tra le altre, ci sono Tina Modotti, Imogen Cunningham, Lee Miller, Dora Maar, Claude Cahun, Marianne Brandt, Germaine Krull e Dorothea Lange.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.