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  • lunedì 7 dicembre 2015

Chi era Mariuccia Mandelli, cioè Krizia

È morta domenica a 90 anni, è stata una delle più importanti e famose stiliste e imprenditrici italiane

di Enrico Matzeu – @enricomatzeu
La stilista Mariuccia Mandelli durante una sfilata di Krizia nel 2006. (PACO SERINELLI/AFP/Getty Images)

Domenica 6 dicembre è morta a Milano la stilista Maria Mandelli, detta anche Mariuccia, che tutti conoscono come Krizia, il nome con cui aveva chiamato la sua casa di moda. Ha dato la notizia con un comunicato stampa il consiglio di amministrazione di M.M.K. Spa, la società che gestisce i beni di Krizia.

Mariuccia Mandelli, che aveva 90 anni, era originaria di Bergamo ma aveva vissuto quasi sempre a Milano, dove aveva iniziato anche a lavorare nel mondo della moda. Aveva studiato in Svizzera per diventare maestra elementare, ma poi aveva preferito aprire un piccolo laboratorio di moda assieme con un’amica nel 1954. Fondò poi il suo marchio, Krizia: il nome deriva dall’ultimo dialogo incompiuto di Platone, che parlava di vanità femminile. In quel periodo la moda, che fino a quel momento si faceva soprattutto a Parigi, stava prendendo piede anche in Italia, soprattutto a Firenze. Nel 1964 Krizia fece la sua prima sfilata a Palazzo Pitti e la sua collezione ebbe un successo così grande che ricevette il premio Critica della moda, dato fino ad allora solo a Emilio Pucci.

Krizia fu uno dei primi brand a spostare la presentazione delle proprie collezioni da Firenze a Milano e a contribuire – nella seconda metà degli anni Sessanta – alla nascita di Milano come capitale della moda. Assieme a Krizia in quel periodo iniziarono a sfilare a Milano anche Walter Albini (che lavorò con Krizia per tre anni) e Missoni. Anche a Krizia si deve quindi la nascita del prêt-à-porter italiano, perché prima si facevano soprattutto vestiti per l’alta moda, molto eleganti e molto elaborati. Mariuccia Mandelli, invece, preferiva fare capi dai tagli semplici e molto portabili, che proprio per questo furono subito apprezzati dalla stampa e dai clienti. Una delle cose per cui viene sempre ricordata Krizia è l’introduzione nella moda di pantaloncini molto corti, detti anche hot pants, con i quali nel 1971 fece un’intera sfilata e vinse a Capri il Tiberio d’oro, all’epoca un premio importante per il settore.

Lo stile di Krizia cominciò a diventare riconoscibile anche grazie ai materiali che utilizzava. Assieme ai tessuti tradizionali, Mandelli mescolava infatti gomma, alluminio, sughero e pelli ricercate, come quella dell’anguilla. Utilizzava molto stoffe laminate e la tecnica del plissé. La pantera era diventata il simbolo della casa e la riproponeva spesso sui vestiti che creava. Krizia diventò famosa anche per la maglieria e nel 1967 lanciò anche la linea Kriziamaglia. Negli anni Ottanta il suo brand andava bene e cominciò a incrementare i suoi prodotti. Nel 1980 lanciò il primo profumo, “K de Krizia”, e nel 1988 aprì anche la linea Krizia Uomo; negli anni Duemila sono nate anche la seconda linea Kriziapoi e Krizia Teen, dedicata ai vestiti per bambini e ragazzi. Nel 1986, visti i suoi risultati nella moda, fu nominata commendatore della Repubblica italiana, assieme ai colleghi Giorgio Armani, Gianni Versace, Valentino Garavani e Gianfranco Ferré, con i quali aveva reso famosa la moda italiana nel mondo.

Mandelli ha sempre disegnato da sola le collezioni di Krizia, ma negli anni Novanta si è fatta affiancare dallo stilista Greg Myler e dal 2000 si sono alternati al suo fianco giovani designer (all’epoca emergenti) come Alber Elbaz, prima che andasse da Lanvin, Hamish Morrow, Jean Paul-Knott, Gianluca Capannolo e Giambattista Valli, prima che decidesse di aprire nel 2005 la propria linea. A proposito del suo stile, Mandelli aveva detto in una recente intervista al Sole 24 Ore: «La mia donna è libera, capace di divertirsi con quello che indossa. Non ho mai avuto delle icone femminili, dei modelli. Purtroppo oggi c’è troppa tendenza a cercare approvazione, si cerca di essere trendy, ma credo che quando si cerca di esserlo si è già fuori dalla moda».

Mandelli si era sposata negli anni Sessanta con Aldo Pinto. Era riconoscibile anche grazie ai grandi occhiali da sole che indossava molto spesso, ai bracciali vistosi e ai capelli, portati sempre a caschetto e con la frangia. Era considerata una donna molto forte e con un carattere a volte burbero, soprattutto negli ultimi anni. Negli anni Novanta fu indagata nell’indagine Mani Pulite, con l’accusa di aver dato delle tangenti alla Guardia di Finanza, ma la Corte d’Appello l’assolse con formula piena nel 1998.

Nel 2014 per motivi economici – le cose non andavano più molto bene per il brand – e di salute, Mandelli ha venduto Krizia Spa all’imprenditrice cinese Zhu Chongyun, che ne è diventata presidente e direttore creativo. Zhu Chongyun è a capo di una holding molto grande e molto forte in Cina nel settore dell’abbigliamento. Lo scorso 27 settembre, in occasione di Milano Moda Donna, è stata inaugurata la nuova boutique di Krizia in via della Spiga a Milano, ma la nuova collezione è stata presentata – Krizia non sfila più da qualche anno – senza troppo interesse da parte dei giornali. Tra i progetti di rilancio del marchio, che la stessa Chongyun ha detto di voler mantenere invariato sul piano stilistico, c’è l’apertura di nuove boutique in Cina e la riapertura di quelle italiane ed europee.

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