Uno sciopero a Pisa nel 2003. Foto di Franco Silvi/Ansa
  • Italia
  • mercoledì 11 Novembre 2015

Lo sciopero CTT Nord a Lucca, Massa Carrara, Pisa e Livorno

Nelle quattro città toscane, oggi, ci sarà uno sciopero del trasporto pubblico locale, ma con orari diversi: tutte le informazioni

Uno sciopero a Pisa nel 2003. Foto di Franco Silvi/Ansa

Nella giornata di mercoledì 11 novembre ci sarà uno sciopero del trasporto pubblico nelle città di Lucca, Massa Carrara, Pisa e Livorno. Lo sciopero è stato indetto dal sindacato Slai-Cobas e riguarderà anche il trasporto nelle province delle città elencate: avrà modalità diverse a seconda della città ma riguarderà sempre il personale dell’azienda CTT Nord, che gestisce il trasporto pubblico in varie città della Toscana: oltre quelle in cui ci sarà lo sciopero anche Prato, Empoli, Pistoia a Arezzo.

Gli orari dello sciopero CTT Nord

La durata dello sciopero è di quattro ore, ma gli orari di inizio sono diversi da città a città: a Lucca lo sciopero del trasporto pubblico inizia alle 15 e dura fino alle 19; a Massa Carrara dalle 11 alle 15; a Pisa da mezzogiorno alle 16; a Livorno dalle 17.20 alle 21.20.

A Lucca lo sciopero coinvolgerà il personale viaggiante e quello delle biglietterie dell’azienda Vaibus (del gruppo CTT). È garantito lo svolgimento regolare del servizio fino alle 15.
A Massa Carrara e a Pisa (azienda CPT del gruppo CTT) coinvolgerà gli autisti, gli addetti alle biglietterie, quelli ai depositi e quelli al rifornimento.
A Livorno lo sciopero del personale viaggiante durerà quattro ore mentre quello del personale non viaggiante potrebbe durare anche fino a fine turno, quindi oltre le 21.20

Le ragioni dello sciopero

Nel comunicato Slai-Cobas si legge che a causa di alcune privatizzazioni la qualità del servizio di trasporto pubblico locale si è molto ridotta: «le risorse investite nel TPL continuano ad essere gravemente insufficienti mentre i guadagni per chi gestisce il servizio sono sempre più rilevanti». Secondo il sindacato gli stipendi dei manager sono troppo alti mentre quelli degli altri lavoratori troppo bassi, inoltre tagli voluti «per sanare le casse pubbliche» non stanno permettendo di investire su efficienza, manutenzione e sicurezza. Le macchine usate per il servizio non sono state rinnovate, dice il comunicato, e nel corso di quest’anno già 5 veicoli hanno preso fuoco.