Robin Williams aveva una malattia neurodegenerativa
Gli restavano al massimo tre anni da vivere, ha raccontato la moglie Susan Williams nelle prime interviste dopo la morte dell'attore
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L’11 agosto 2014 il popolare attore statunitense Robin Williams si è suicidato nella sua casa di Tiburon, in California. Negli ultimi giorni la moglie di Williams, Susan Williams, ha dato alcune interviste – le prime dalla morte del marito – in cui dice che non era stata la depressione a spingerlo a suicidarsi, come era stato scritto da molti giornali nei giorni successivi alla morte. Susan Williams ha raccontato che suo marito era affetto dalla demenza da corpi di Lewy: una malattia neurodegenerativa strettamente correlata con il morbo di Parkinson, che gli era stato diagnosticato tre mesi prima della morte. La demenza da corpi di Lewy è la seconda forma di demenza più diffusa dopo il morbo di Alzheimer.
Nelle interviste la moglie ha confermato che Robin Williams, che aveva avuto problemi di dipendenza da alcol e droga nella sua vita, non faceva uso di queste sostanze da almeno 8 anni. Ha detto che la malattia lo aveva portato a soffrire di paranoia, allucinazioni e difficoltà motorie, e nell’ultimo mese i sintomi erano molto peggiorati: «avrebbe potuto vivere altri tre anni nel migliore dei casi, e sarebbero stati anni molto duri». Robin Williams non le aveva mai parlato della possibilità di suicidarsi, ha detto.
TODAY ON @GMA: Robin Williams' widow speaks out for first time since his untimely passing: https://t.co/EEEs8NEcMvhttps://t.co/nWlS3qSYZj
— Good Morning America (@GMA) November 3, 2015



