Una scena della rappresentazione teatrale "Il crogiuolo" (AP Photo)
  • Italia
  • lunedì 19 ottobre 2015

Rifare un processo per stregoneria, 300 anni dopo

Il consiglio comunale di un piccolo paese del Trentino ha chiesto alla corte d'appello di Trento di riaprire un processo del 1716, per riabilitare il nome di una donna condannata per stregoneria

Una scena della rappresentazione teatrale "Il crogiuolo" (AP Photo)

Il consiglio comunale di Brentonico, un piccolo comune in provincia di Trento, ha approvato una delibera per chiedere l’apertura di un nuovo processo a Maria Bertoletti Toldini, un’abitante del paesino che nel 1716 venne accusata di stregoneria e successivamente giustiziata. Se la richiesta verrà accolta dal tribunale d’appello di Trento, il nuovo processo inizierà nel marzo del 2016, esattamente trecento anni dopo il processo che decise la morte della donna, e coinvolgerà alcuni studiosi specializzati nel diritto dell’epoca a cui risalgono i fatti.

Nel 1716 Maria Bertoletti Toldini viveva a Brentonico, allora parte del Sacro Romano Impero, aveva circa sessant’anni, era rimasta vedova, si era risposata e non aveva figli: una condizione che all’epoca la rendeva piuttosto vulnerabile alle maldicenze. Secondo lo storico Carlo Andrea Postinger, che ha studiato a lungo documenti del periodo, fu probabilmente la sua stessa famiglia ad accusare Bertoletti Toldini di stregoneria a causa di alcune dispute patrimoniali. Durante il processo venne accusata di aver ucciso bambini – tra cui uno di cinque anni, bollito in un pentolone di formaggio – danneggiato raccolti, praticato sodomia, eresia e blasfemia. Durante il processo l’avvocato assegnatole non contestò questi capi d’accusa ma si limitò a dire che i suoi crimini furono influenzati da “cause naturali”.  Bertoletti Toldini fu giudicata colpevole da un tribunale laico, come prevedeva in questi casi la Costituzione carolingia in vigore, venne decapitata e il suo corpo fu poi bruciato nel centro del paese.

La proposta di riabilitare il nome di Bertoletti Toldini è stata fatta per primo dall’assessore alla cultura di Brentonico Quinto Canali e sostenuta dal sindaco Christian Perenzoni. Canali ha detto di aver avuto l’idea dopo aver visto uno spettacolo teatrale che raccontava la sua storia in modo folcloristico e irrispettoso. Ha spiegato che il nuovo processo è un modo per rimediare a un’ingiustizia, e che il caso di Bertoletti Toldini può rappresentare tutte le donne ingiustamente uccise in quel periodo. Gli abitanti di Brentonico, i giornalisti e i politici locali si sono divisi sul processo: alcuni l’hanno definito una perdita di tempo, altri invece lo ritengono un importante gesto simbolico.

Gli storici stimano che in Europa, tra il XV e XVIII secolo, più di 50 mila persone – per lo più donne – furono uccise con l’accusa di stregoneria. In Italia la “caccia alle streghe” non fu così diffusa come in altri paesi europei e si concentrò soprattutto in Lombardia e alcune zone del Piemonte, del Trentino e dell’Emilia Romagna.

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