Phil Rudd degli AC/DC è stato condannato agli arresti domiciliari

Il suo avvocato aveva chiesto l'assoluzione, per il bene della band: il giudice ha risposto con un riferimento ai Queen

Phil Rudd, il 9 luglio 2015 (Marty Melville/AFP/Getty Images)

Phillip “Phil” Rudd ha 61 anni ed è un batterista degli AC/DC, un famoso gruppo hard rock australiano che – tra le altre cose – stasera suonerà davanti a circa 90mila persone all’Autodromo ‘Enzo e Dino Ferrari’ di Imola, vicino a Bologna. Quella di stasera è l’unica data italiana del “Rock Or Bust World Tour”, il tour mondiale degli AC/DC. Phil Rudd ha suonato con gli AC/DC fino ad alcuni mesi fa ma non sta partecipando al tour perché attendeva che un tribunale della Nuova Zelanda, paese in cui vive, si pronunciasse su un caso giudiziario che lo riguarda: Rudd era infatti sotto processo per possesso di marijuana e metanfetamine e per aver aver minacciato di uccidere un uomo. Rudd era stato inizialmente accusato di tentato omicidio, ma già nel novembre 2014 quell’accusa era caduta per insufficienza di prove. Ad aprile 2015 Rudd si era però dichiarato colpevole degli altri reati e oggi, 9 luglio, è arrivata la sentenza: Rudd, che rischiava fino a sette anni di carcere, è stato condannato a otto mesi di arresti domiciliari.

Craig Tuck, avvocato di Rudd, aveva chiesto al giudice di assolvere il batterista degli AC/DC, dicendo che una condanna gli avrebbe impedito di partecipare al tour degli AC/DC, causando alla band perdite per decine di milioni di dollari. Nel pronunciare la sua sentenza il giudice ha però ritenuto non indispensabile l’apporto di Rudd agli AC/DC, dicendogli:

I Queen hanno sostituito Freddie Mercury, e la tua band è già in tour senza di te.

Rudd ha fatto parte degli AC/DC dal 1975 al 1983 e dal 1994 fino a pochi mesi fa: non è chiaro se ritornerà nella band una volta scontata la sua pena. A febbraio gli AC/DC avevano annunciato che Rudd non avrebbe partecipato al tour mondiale e che sarebbe stato sostituito da Chris Slade, che era già stato batterista degli AC/DC nei primi anni Novanta.

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