Una coppia indossa una mascherina per evitare il contagio a Seul, Corea del Sud (ED JONES/AFP/Getty Images)
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  • giovedì 4 Giugno 2015

La MERS in Corea del Sud

A causa di una malattia sono morte 5 persone e ci sono almeno 35 contagiati: il governo è stato criticato per avere reagito tardivamente

Una coppia indossa una mascherina per evitare il contagio a Seul, Corea del Sud (ED JONES/AFP/Getty Images)

In Corea del Sud le autorità sanitarie sono al lavoro per evitare un’epidemia di MERS (sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus), il cui primo caso fu identificato nell’autunno del 2012 in Arabia Saudita. Finora tre sudcoreani sono morti a causa della malattia e le persone contagiate sono almeno 35. Per prevenire nuovi contagi, il governo ha imposto la chiusura temporanea di 700 scuole e almeno 1.600 persone sono state messe in quarantena, sempre per precauzione. Si tratta del numero più alto di contagi all’esterno del Medio Oriente registrato fino a ora e ci sono polemiche e critiche nei confronti del governo sudcoreano per come ha gestito l’emergenza.

MERS
Non è ancora chiaro se il virus che causa la MERS si trasmetta per via aerea o per contatto diretto. Dopo l’infezione, il virus causa diversi sintomi come febbre, tosse e sindromi respiratorie acute, come la polmonite, cui si accompagnano sintomi di altro tipo a carico di stomaco e intestino. Non esiste una cura contro la MERS e nemmeno un vaccino per rendersi immuni al virus: i pazienti contagiati sono quindi trattati con diverse terapie, tese soprattutto a ridurre i sintomi e ad aiutare il loro sistema immunitario a contrastare la proliferazione del virus. Nei pazienti con malattie croniche respiratorie o con problemi immunitari la MERS può causare la morte. La malattia per ora si è presentata in un numero ridotti di casi e questo incide sulle conoscenze generali dei rischi e dei sintomi che può provocare.

Corea del Sud
Delle 1.600 persone messe in quarantena, circa il 10 per cento è tenuto sotto sorveglianza in diversi centri medici, mentre le altre hanno ricevuto la semplice richiesta di rimanere a casa e di limitare il più possibile i contatti con altre persone. Stando alle informazioni fornite dalle autorità sanitarie sudcoreane, per ora i casi di MERS riscontrati sono tutti riconducibili a un’unica fonte: un paziente di 68 anni ricoverato da alcuni giorni in ospedale. Aveva fatto un viaggio in Arabia Saudita e gli era stata diagnosticata la malattia al suo ritorno.

Negli ultimi giorni il governo della Corea del Sud è stato accusato da diversi osservatori di avere reagito tardivamente dopo i primi casi riscontrati nel paese. Una delle persone infette ha avuto contatti con diverse altre e si è fatta anche una partita a golf, nonostante fossero previsti protocolli per tenere in quarantena le persone malate. Un’altra ha lasciato il paese ed è andata in Cina.

La MERS nel mondo
Si stima che da quando è stata scoperta la MERS abbia portato a 1.167 contagi, e che le persone morte a causa delle complicazioni causate dal virus siano state circa 480. Il virus causa la morte di chi lo contrae in un quarto circa dei casi e per ora è considerato poco contagioso. L’Organizzazione Mondiale della Sanità tiene sotto controllo la diffusione del virus da tempo, incentivando il coordinamento tra i paesi interessati per evitare che si diffonda su larga scala.