Una foto del concerto di Hauschka all'Arena Civica di Milano (credit Piano City Milano)

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Dal concerto di apertura di Hauschka all'Arena a quello a CityLife, fino ai dodici pianoforti sul Decumano a Expo

Una foto del concerto di Hauschka all'Arena Civica di Milano (credit Piano City Milano)

A Milano per tre giorni ci sono stati pianoforti suonati in tutta la città, gratuitamente, da musicisti famosi come Hauschka, Cesare Picco e Bugge Wesseltoft: 350 concerti in tutto da venerdì sera a domenica. È finita infatti domenica 24 sera a Expo la quarta edizione di Piano City Milano, uno degli eventi principali organizzati da Expoincittà, l’iniziativa creata dal Comune per coinvolgere il centro di Milano con Expo 2015 (che si tiene alla periferia nordoccidentale della città).

All’inaugurazione di venerdì sera, davanti all’Arena Civica di Parco Sempione, ha suonato il compositore tedesco Hauschka (nome d’arte di Volker Bertelmann): era accompagnato da altri quattro pianoforti e da un percussionista. Il concerto è durato in tutto un’ora, con tre pezzi da venti minuti, dedicati all’Arco della Pace, a Parco Sempione e a Parigi: Hauschka ha poi suonato un bis su richiesta del pubblico, consigliando ai presenti di chiudere gli occhi e farsi trasportare dalla musica.

Ci sono stati concerti anche alla Galleria d’Arte Moderna a Villa Reale, in via Palestro 16, con l’argentino Christian Zarate, il compositore italiano Cesare Picco con il “Concerto a tre tastiere”, l’artista tedesco Thilo Schoelpen e il jazzista norvegese Bugge Wesseltoft, e altri eventi alla Villa Scheibler di Quarto Oggiaro, alla Rotonda di Via Besana, alla sede di Edison in Foro Buonaparte 31, al nuovo parco di CityLife, in viale Cassiodoro. L’evento si è chiuso domenica a Expo, con dodici pianoforti a coda disposti sul Decumano, che hanno suonato tutti insieme una serie di brani di musica classica e contemporanea intrattenendo i visitatori. Milano però non si è riempita soltanto di concerti ufficiali: per tutte e tre le giornate gruppi di privati cittadini hanno aperto i loro cortili, le loro case e i loro giardini per far ascoltare alle persone un’ottantina di “Guest Concerts”.