La cacca è una miniera

Ci sono grandi quantità di metalli preziosi nei liquami raccolti dalle fogne e vale la pena estrarli, ha spiegato un autorevole gruppo di ricercatori

Nelle fogne delle città ci sono metalli preziosi in concentrazioni sufficienti da rendere vantaggiosa la loro estrazione, anche se sono mischiati a scarti di ogni genere come detersivi e naturalmente enormi quantità di cacca. La possibilità di sfruttare meglio ciò che viene scaricato nelle fogne è discussa da tempo, ma il tema è tornato di attualità in seguito a un intervento tenuto questa settimana dalla ricercatrice Kathleen Smith della US Geological Survey – l’agenzia scientifica del governo statunitense – durante un incontro dell’American Chemical Society in Colorado, negli Stati Uniti. Utilizzando particolari prodotti chimici, già usati per le estrazioni nelle miniere dove ci sono metalli preziosi a bassa concentrazione, si potrebbero ottenere dalle fogne notevoli quantità di oro, rame, ferro, palladio e altri metalli.

Smith è arrivata a questa conclusione dopo aver condotto una ricerca con alcuni suoi colleghi su parte delle comunità che vivono nelle Montagne Rocciose. I ricercatori sono partiti dal presupposto che moltissimi prodotti per la casa e per l’igiene personale contengono nanoparticelle di metalli di diverso tipo, oro compreso. Il loro impiego è dovuto a diversi motivi, per ragioni estetiche nei cosmetici o per cose più pratiche nei deodoranti e nei detersivi che prevengono la formazione di cattivo odori sugli abiti durante il loro utilizzo. Le nanoparticelle di metalli che finiscono nelle fogne sono anche in parte dovute all’erosione dei tubi degli scarichi, spesso degradati dagli stessi prodotti per la pulizia.

Durante il suo intervento, Smith ha spiegato che “le quantità di oro trovate erano a livelli comparabili con quelle dei depositi nelle miniere” dove si procede normalmente alla loro estrazione, spesso usando prodotti chimici. Questa pratica non è ben vista dagli ambientalisti, perché in molti casi non è possibile evitare infiltrazioni dei solventi negli strati rocciosi, con danni evidenti per gli ecosistemi sotterranei e più in generale per l’ambiente. Gli stessi prodotti, ipotizzano i ricercatori, potrebbero essere usati in ambienti chiusi e più sicuri come quelli degli impianti di depurazione delle fogne, in modo da estrarre in sicurezza i metalli. Analizzando i liquami nelle fogne, Smith e colleghi hanno rilevato la presenza di un’ampia gamma di metalli altrettanto preziosi: “Ci interessa la possibilità di raccogliere metalli di valore che possano poi essere rivenduti, compresi alcuni molto importanti per le attuali tecnologie, come il vanadio e il rame che sono utilizzati all’interno dei cellulari, dei computer e di altri tipi di circuiti”.

Smith e colleghi hanno raccolto dati per circa otto anni, analizzando campioni di liquami provenienti dalle fogne di diverse comunità nella zona delle Montagne Rocciose. In media, un chilogrammo di liquami contiene 0,4 milligrammi di oro, 28 milligrammi di argento, 638 milligrammi di rame e 49 milligrammi di vanadio. In uno studio precedente, realizzato presso l’Arizona State University, un altro gruppo di ricerca aveva calcolato che in una città con un milione di abitanti finiscono negli scarichi, e di conseguenza nelle fogne, metalli preziosi per un valore intorno ai 13 milioni di dollari ogni anno.

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