• Cultura
  • mercoledì 14 gennaio 2015

Il problema con il sarcasmo su Internet

Negli Stati Uniti c'è stato un certo accanimento contro alcuni che avevano scritto online di non sapere chi fosse Paul McCartney: non si è capita la battuta o non la si è voluta capire?

di Caitlin Dewey

Quando Kanye West e Paul McCartney hanno diffuso a sorpresa la notizia di una loro collaborazione, diverse persone – e poi diverse testate giornalistiche – hanno fatto a gara a prendere di mira tutte le povere anime che avessero avuto l’ingenuità di chiedere su Twitter chi fosse Paul McCartney. Molte cose intelligenti sono state già scritte su questo fenomeno vergognoso e su cosa significa. Quindi diremo soltanto questo, riguardo l’etica della cosa: chi è senza lacune culturali scagli la prima pietra. Invece vorremmo puntare la vostra attenzione su una piega più concreta della storia su Paul McCartney: cioè che molte delle cose scritte dalle persone prese in giro e ridicolizzate in modo spietato online e in tv erano battute. Erano ovviamente delle battute. Erano addirittura battute divertenti.

«Kanye ha un grande orecchio per il talento. Questo Paul McCartney avrà un grande successo». «Chi diavolo è Paul McCartney???!??! Per questo amo Kanye, per come sa illuminare artisti sconosciuti».

L’ultima frase è di un diciottenne che si chiama David Lofgren: un diciottenne inglese, nato e cresciuto a Londra, il che significa che non c’è alcuna possibilità che non sappia chi fossero i Beatles. E Lofgren infatti è un fan sia dei Beatles sia di Kanye, come ha spiegato al Washington Post in una email. Ha apprezzato il modo in cui Kanye è riuscito a far decollare la carriera di alcuni piccoli artisti, come Big Sean, che poi è il motivo per cui è nata la battuta. Senza il giusto contesto, però, il tweet di Lofgren è diventato un’altra cosa. Buzzfeed lo ha messo in cima a una lista di tweet di “gente che non sapeva chi fosse Paul McCartney”, su un articolo che è stato visto almeno un milione di volte. Da lì la sua battuta è stata ritwittata più di tremila volte, è stata citata da moltissimi giornali ed è diventata il simbolo di come la società stia andando in rovina.

«Un sacco di persone semplicemente non ci sono arrivate», ha detto Lofgren. «La cosa più sorprendente è stata quanto è andata avanti questa storia e in quanti paesi è arrivata, e soprattutto quanto la gente si è arrabbiata. Alcuni dei commenti che ho ricevuto mi hanno fatto intristire». Qualcuno di questi commenti, per la cronaca: «la tua stupidità mi sbalordisce», «muori ora», «suicidati per favore».

Potremmo fare una pausa qui per esaminare alcune delle questioni laterali sollevate da questo genere di ostilità. Perché le persone si sentono obbligate a “educare” dei completi sconosciuti; perché una singola lacuna culturale dovrebbe costituire una buona ragione per suicidarsi; se usare lo slang da SMS e social network (un tweet in inglese usava “ur” invece di “your”) sia più o meno stupido di non sapere chi sia Paul McCartney; perché i media si vanno a infilare in questo squallide situazioni.

Ma c’è una domanda molto più pressante: come hanno fatto tutti a non capire una maledetta battuta? Dando un’occhiata alle timeline di Twitter degli utenti in questione, è chiaro che si tratta di persone che si divertono a scherzare su qualsiasi cosa o attaccare brighe. Il troll dietro l’account @baeashell ha addirittura finto di essere finito all’ospedale a causa di questo casino. Forse, visto come circolano rapidamente le cose su internet, quelli che hanno schernito i presunti ignoranti non hanno avuto il tempo di leggersi i loro vecchi tweet prima di infierire. O forse è vero che il sarcasmo è impercettibile su internet: che abbiamo davvero bisogno di un software che segnali l’ironia nei nostri tweet. Forse questi burloni hanno esagerato con l’umorismo assurdo perché lo cogliessero i redattori di Buzzfeed o dei programmi della tv del mattino. O forse la spiegazione è un po’ più cupa: forse sapevano che alcuni dei tweet su Paul McCartney erano battute, o avevano almeno un dubbio, ma hanno fatto come se non lo fossero e li hanno scherniti comunque. Per tappare i buchi di notizie del weekend dopo Capodanno. Forse siamo stati tutti semplicemente spremuti, chi per i clic e chi per l’attenzione, da tutte le parti. Qualunque sia la ragione precisa, Lofgren ha un consiglio per chi vuole passare il suo tempo online a insultare gli ignoranti: imparate a cogliere una battuta. Per favore. «I redattori di Buzzfeed prima di scrivere i loro articoli dovrebbero assicurarsi della loro comprensione del sarcasmo».

© Washington Post