Il maltrattamento degli animali non sarà depenalizzato, dice Renzi

Il presidente del Consiglio ha "rassicurato" gli animalisti su un decreto legislativo molto discusso

Il governo guidato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi ha specificato che il decreto legislativo in materia di “non punibilità per particolare tenuità del fatto” non verrà applicato ai reati che riguardano gli animali. In pratica, Renzi ha detto che il reato di maltrattamento degli animali non sarà depenalizzato, al contrario di quello che avevano sostenuto molti animalisti leggendo il decreto legislativo in questione. Il presidente del Consiglio Renzi ha detto:

«Molti animalisti sono preoccupati perché sembra che stiamo depenalizzato il maltrattamento degli animali. Ma vorrei rassicurare: queste norme non sono ancora legge, saranno modificate. Ascoltiamo sempre tutti. Si può anche sbagliare e modificare strada facendo le leggi che facciamo.»

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha confermato le dichiarazioni di Renzi. Orlando ha risposto a una lettera di due senatrici del Partito Democratico, Silvana Amati e Monica Cirinnà, che avevano sottolineato come il meccanismo introdotto dal decreto legislativo avrebbe potuto penalizzare automaticamente gli animali. Il decreto legislativo in questione prevede la non punibilità per i reati più lievi: è stato varato dal Consiglio dei ministri il primo dicembre e ha come presupposto la possibilità che chi ha subìto un reato lieve si opponga all’archiviazione dello stesso reato proposta dal pubblico ministero. Orlando ha detto che «È evidente che questo meccanismo non può riguardare i reati di maltrattamenti di animali». La specificità di questi reati, pertanto, «sarà tenuta in considerazione nel testo finale del provvedimento all’esito dei pareri espressi dalla Camera e dal Senato a cui è stato trasmesso lo schema di decreto approvato dal Cdm». La Federazione italiana associazione diritti animali e ambiente aveva indetto per il 24 gennaio una manifestazione contro il decreto legislativo e aveva pubblicato una petizione su Change.org: non è ancora chiaro se la protesta andrà avanti.

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