L’SMS di auguri di Salvatore Buzzi per l’anno nuovo

«Speriamo che il 2013 sia un anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l'erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione sociale»

Dalle intercettazioni dell’inchiesta “Mafia Capitale” risulta tra le altre cose un particolare SMS di auguri di Salvatore Buzzi, fondatore della cooperativa di ex carcerati “29 Giugno” e al centro della presunta associazione a delinquere romana che controllava appalti e finanziamenti pubblici. Del messaggio parlano i principali quotidiani di oggi, riportandolo con gli errori di scrittura originali. Il testo dice:

«Speriamo che il 2013 sia un anno pieno di monnezza, profoghi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l’erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione socialee»

Il telefono di Buzzi (siamo all’inizio del 2013) era già sotto controllo. Il destinatario del messaggio era Angelo Scozzafava, al tempo direttore del dipartimento per la Promozione dei servizi sociali e della salute del Campidoglio. Rifiuti, campi nomadi e manutenzione delle aree verdi citati da Buzzi sono anche i principali settori di intervento delle cooperative che gestiva. Spiega Giovanni Bianconi sul Corriere di oggi:

Proprio Buzzi, quattro mesi dopo quel messaggio di auguri, in una conversazione registrata dalle microspie il 20 aprile 2013, spiegava: «Noi quest’anno abbiamo chiuso… con quaranta milioni di fatturato ma tutti i soldi… gli utili li abbiamo fatti sui zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli immigrati. Tutti gli altri settori finiscono a zero». Ed è lo stesso artefice della ormai famosa confessione intercettata: «Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende di meno».

Anche sulla grande nevicata che colpì Roma nel febbraio 2012 il gruppo aveva lucrato centinaia di migliaia di euro: l’ex detenuto divenuto un simbolo delle cooperative romane spiega in un altro colloquio che per partecipare alla gestione di quell’emergenza aveva concordato una tangente di 40.000 euro per Claudio Turella, il funzionario del Comune al quale gli investigatori hanno trovato oltre 500.000 euro in contanti.

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