• Cultura
  • mercoledì 19 novembre 2014

Gli One Direction sono inarrestabili, che vi piaccia o no

Il solo fatto che esistano ancora è un'anomalia, spiega il Washington Post mentre esce il loro quarto disco in quattro anni

di Emily Yahr – Washington Post

Generalmente il ciclo di vita di una boyband può essere misurato con precisione scientifica. Un paio di dischi di successo, alcuni concerti allo stadio, i fan che impazziscono. Poi scende il livello dei dischi, uno dei componenti tenta la carriera da solista, i fan ragazzini crescono e la boyband è finita. Quindi, in termini scientifici, gli One Direction potrebbero essere definiti un miracolo moderno.

Invece di scomparire, come succede alla maggior parte delle boyband dopo alcuni anni, il gruppo sembra essere più forte che mai. Gli One Direction hanno appena pubblicato il loro quarto disco, dal titolo non particolarmente fantasioso: “Four”. Come hanno sottolineato i critici, già il solo fatto che la band sia arrivata al quarto disco li rende un’anomalia.

Basta dare un’occhiata ai numeri: finora ogni loro disco che esce vende meglio di quello precedente nella settimana di debutto. Il terzo – “Midnight Memories”, uscito l’anno scorso – può anche aver venduto in totale meno dei precedenti due, ma ha comunque venduto 564mila copie nella prima settimana: è stato un risultato da record, che ha reso gli One Direction il primo gruppo della storia a debuttare al primo posto delle classifiche con tre dischi consecutivi.

Jason Lipshutz, redattore di Billboard (la rivista settimanale americana che pubblica le classifiche musicali), ha detto che è allettante – ma anche difficile, in un settore della musica così volubile – cercare di prevedere per quanto tempo questo insolito dominio degli One Direction andrà avanti. Tuttavia, ha continuato Lipshutz, è innegabile che la band abbia avuto finora un successo incredibile e che gli One Direction abbiano tirato fuori un’insolita quantità di pezzi di successo. In genere con il terzo disco inizia il declino, come per esempio era successo agli NSYNC e ai Backstreet Boys. «Gli One Direction hanno dimostrato di essere l’eccezione alla regola», ha detto Lipshutz. «Continuano a pubblicare un sacco di canzoni di successo, e una parte del successo è dovuto al fatto che stiano pubblicando tantissimo in poco tempo».

Infatti “Four” è il quarto disco in altrettanti anni: viene dopo “Up All Night” (del 2011), “Take Me Home” (del 2012) e “Midnight Memories” (del 2013). Questa raffica di uscite è strategica perché, per esempio, non si potrà mai sapere quando Harry Styles deciderà di provare una carriera da solista. Dopotutto in generale la popolarità delle boyband scade in circa cinque anni o meno (gli NSYNC per esempio durarono dal 1997 al 2001). Quindi è meglio tirare fuori tutta la musica che è umanamente possibile in questo periodo perfetto, insomma battere il ferro finché è ancora caldo. Lipshutz lo chiama «ingozzare i fan» o, in altre parole, «fare in modo che abbiano sempre un nuovo disco da comprare, nuove canzoni da ascoltare alla radio, nuove canzoni da cantare ai concerti allo stadio», aggiungendo che la quantità di materiale che si può trovare degli One Direction «è piuttosto notevole».

Gli One Direction hanno anche il vantaggio di essere una boyband nell’era digitale, quando l’hashtag #FOUROutNow può stare nei Twitter Trends in tutto il mondo per ore e ricordare ai fan di comprare quel disco; ed esistono cose come i voti tramite hashtag agli Europe Music Awards di MTV per mantenere l’attenzione di milioni di “Directioners” (così sono chiamati i fan del gruppo). Anche se prima o poi i loro fan cresceranno e progressivamente perderanno interesse, di questi tempi la band è così esposta – tra Twitter, Instagram, Vine, YouTube – che i fan non potranno mai veramente perderla di vista. Ancora più importante, questo crea un legame personale tra loro e la band che li tiene attaccati.

In questo momento gli esperti di musica stanno tenendo d’occhio il disco “Four” in classifica. È sicuramente una scommessa per questi ragazzi, che si stanno lanciando ancora più verso un suono da rock classico rispetto agli inizi e che hanno avuto grande successo con canzoni come l’allegra “What Makes You Beautiful”. Questo potrebbe essere un grosso rischio: il primo singolo di “Four”, intitolato “Steal My Girl”, ha debuttato al numero 13 della classifica di Billboard, un flop rispetto alle canzoni precedenti. Ma va detto che il secondo singolo più di successo degli One Direction, “Story of my life”, faceva parte del terzo disco: dimostrazione che i fan sono ancora molto attenti e apprezzano un sound nuovo. Il gruppo ha già annunciato un tour negli stadi per il 2015. Tutti i segnali sembrano indicare che, proprio come il nuovo disco, anche quel tour sarà un successo. Alla fine Lipshutz ha detto: «È difficile prevedere quando tutto questo potrà finire».

© Washington Post 2014

Liam Payne, Harry Styles, Zayn Malik, Louis Tomlinson and Niall Horan degli One Direction all’iHeartRadio Music Festival 2014, all’MGM Grand Garden Arena a Las Vegas, Nevada, il 20 settembre 2014. (Ethan Miller/Getty Images)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.