• Mondo
  • sabato 25 Ottobre 2014

La vita vicino a un radiotelescopio

In un paesino del West Virginia ce n'è uno dei migliori al mondo: e gli abitanti non possono usare cellulari, televisioni e dispositivi WiFi per non disturbarlo

A Green Bank, un piccolo paese di 143 abitanti nel West Virginia, Stati Uniti, non è ammesso l’uso di cellulari o di dispositivi per connettersi a internet tramite WiFi: per comunicare con gli altri, come ha spiegato al National Geographic uno degli abitanti, spesso bisogna andare a trovare fisicamente la persona con cui si vuole parlare. Altrimenti, per contattare chi abita fuori dal paese, la contea ha messo a disposizione alcune cabine telefoniche pubbliche che si ricaricano con apposite schede. A Green Bank non si possono nemmeno utilizzare televisioni, forni a microonde o porte ad apertura automatica.

I cittadini di Green Bank non fanno parte di particolari comunità dalle tendenze luddiste e anti tecnologiche, non sono nemmeno credenti di una qualche religione stramba: sono obbligati a rispettare il divieto di usare questi apparecchi da una legge federale del 1958, nata per proteggere da qualsiasi tipo di interferenze i telescopi del National Radio Astronomy Observatory fra cui il Robert C. Byrd Green Bank Telescope, il più grande radiotelescopio completamente manovrabile al mondo.

Il radiotelescopio Robert C. Byrd ha un diametro di 100 metri ed è stato completato nel 2000 al posto di un telescopio di grandezza simile costruito nel 1962: secondo il National Geographic, permette agli astronomi di «individuare e studiare oggetti spaziali che emettono sia luci molto deboli sia onde radio: oggetti come pulsar, nubi di gas e galassie molto distanti». Il radiotelescopio di Green Bank è stato per esempio utilizzato durante le ricerche che lo scorso mese hanno portato alla scoperta del superammasso di galassie in cui è compresa la Via Lattea, largo 500 milioni di anni luce.

Il Robert C. Byrd ha un costo operativo annuale di dieci milioni di dollari, per ora interamente sostenuto dal National Science Foundation, un’agenzia governativa federale (è allo studio un progetto per tentare di coinvolgere altri enti, e condividere i costi): il National Geographic ha però stimato che ogni anno il National Radio Astronomy Observatory attira moltissimi turisti e scienziati – lo stesso telescopio è visitabile dal pubblico: un biglietto per un adulto costa 6 dollari. Questo fa sì che produca circa 29 milioni di dollari di entrate all’anno per lo stato (cifra notevole, per uno degli stati più poveri del paese), rendendo l’osservatorio «uno dei maggiori datori di lavoro della contea».

Racconta il National Geographic: «il radiotelescopio è estremamente sensibile anche al più tenue impulso proveniente dallo spazio. Per lo stesso motivo, è estremamente suscettibile alle interferenze elettroniche. Qualsiasi dispositivo che genera una radiazione elettromagnetica – sia esso un cellulare, una televisione o un router WiFi – può alterarne il funzionamento». Una volta gli astronomi del radiotelescopio non capivano la provenienza di una strana interferenza che alterava i dati provenienti dal telescopio. Scoprirono che le onde di disturbo provenivano da alcuni ventilatori a batteria che venivano venduti nel negozio per turisti del telescopio.

Nel 1958, per proteggere il National Radio Astronomy Observatory e un altro complesso di telescopi costruito poco distante a Sugar Grove, sempre in West Virginia, fu istituita con una legge federale la National Radio Quiet Zone: una zona di forma rettangolare ampia circa 34mila chilometri quadrati in cui la costruzione di ogni trasmettitore di onde elettromagnetiche –  e quindi di ripetitori necessari a far funzionare la rete di cellulari o il segnale televisivo – è severamente regolamentata, e viene concessa a patto che non interferisca con i telescopi presenti nella zona (alcuni dei quali sono oggi controllati dall’esercito americano).

Una legge federale del West Virginia inoltre – il Radio Astronomy Zoning Act – impone ulteriori divieti, validi nel raggio di 16 chilometri dal National Radio Astronomy Observatory. Nell’area, non esiste una rete per telefoni cellulari e non opera alcuna stazione radio: sono permessi solo elettrodomestici a bassissima emissione elettromagnetica. Non è chiaro quante persone vivano all’interno della National Radio Quiet Zone (che comprende al suo interno anche una piccola città come Harrisonburg, che ha più di 50mila abitanti). La zona in cui vige il Radio Astronomy Zoning Act, invece, è interamente compresa nella contea di Pocahontas, nella quale abitano meno di 9mila persone.

Vivere nei pressi di Green Bank, dunque, presenta moltissimi disagi: non ci sono ospedali, scuole, supermercati o ristoranti. In un articolo del 2013, Slate raccontava di una coppia che si è trasferita di recente in zona e non aveva ancora trovato un frigorifero a bassissima emissione di onde elettromagnetiche: per conservare i cibi era quindi costretta a riempire di ghiaccio, ogni giorno, un contenitore termico. Lo staff dell’osservatorio pattuglia la zona in cerca di fonti di interferenza per il radiotelescopio, scoraggiando l’utilizzo di eventuali dispositivi illegali.

Nell’estate del 2013, racconta NPR, George Murphy – il responsabile informatico di un residence sciistico nei pressi dell’osservatorio – ha inventato un sistema di comunicazione a corto raggio interno alla zona commerciale del residence, installando alcune antenne grandi come una scatola da scarpe e fornendo ad alcune persone una specie di telefono cellulare. Murphy ha spiegato: «è bello essere in grado di estrarre un aggeggio dalla tasca e spedire un messaggio a qualcuno che ti risponderà entro 30 secondi. Ma non credo sia una cosa necessaria. Non qui, almeno».

Oltre ai turisti e alle persone che lavorano all’osservatorio, negli ultimi anni sono arrivati a vivere in zona anche persone che sostengono di soffrire di elettrosensibilità, una patologia non riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la quale i pazienti sostengono di soffrire di disturbi invalidanti a causa dell’eccessiva esposizione a campi elettromagnetici (Slate stima che siano circa 36, nei pressi di Green Bank).

Caleb Diller, un presentatore radio cresciuto nella contea di Pocahontas, ha detto a NPR che negli anni passati «non ci siamo accorti, qui, che il resto del mondo stava diventando sempre più connesso – e in maniera così immediata – con telefoni, computer e quegli aggeggi lì. Quindi, è come se fossimo ancora un po’ indietro nel tempo. Non ci siamo ancora arrivati, a quello».