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  • sabato 18 ottobre 2014

I manifestanti hanno rioccupato Mong Kok

A Hong Kong, dopo una notte di scontri violenti con la polizia, circa 9mila manifestanti hanno riformato uno dei principali presidi della protesta

A Hong Kong nella notte tra venerdì e sabato ci sono stati violenti scontri tra la polizia e i manifestanti che chiedono più democrazia e più autonomia dalla Cina. Venerdì diverse migliaia di persone erano state allontanate dalle vie principali del quartiere di Mong Kok, nella parte est del territorio autonomo cinese. Mong Kok è uno dei quartieri in cui i manifestanti avevano allestito alcuni dei principali presidi della manifestazione: in nottata circa 9 mila manifestanti sono tornati a Mong Kok, scrive BBC, e hanno rioccupato l’area di un importante incrocio a sud del quartiere, fermando il traffico in entrambe le direzioni.

La polizia ha arrestato 26 persone, tra cui alcuni giornalisti. Ha usato manganelli e spray al peperoncino per respingere i manifestanti, in modo anche piuttosto duro: più di 60 persone tra manifestanti e agenti sono rimaste ferite, scrive South China Morning Post. I manifestanti a loro volta hanno utilizzato i loro ombrelli – uno dei simboli della protesta – tenendoli aperti per difendersi dagli attacchi. Alla fine hanno riformato le barricate utilizzando transenne di metallo o pedane di legno, e molti di loro hanno trascorso il resto della nottata dormendo per le strade occupate.

Una fotoreporter dell’agenzia Getty Images, Paula Bronstein, è stata portata via dalla polizia mentre si trovava sul tetto di una macchina durante gli scontri. L’associazione dei corrispondenti esteri a Hong Kong – Foreign Correspondents Club – ha richiesto che Bronstein venga immediatamente liberata, e ha aggiunto che altri giornalisti che stavano seguendo gli scontri sono stati minacciati. Alex Ogle, giornalista di Agence France-Presse, ha pubblicato una serie di foto che mostrano un uomo – probabilmente un giornalista di Hong Kong – mentre viene attaccato dalla polizia con dello spray al peperoncino.

 

In un comunicato, parzialmente tradotto e riportato da BBC, il gruppo Occupy Central ha detto che le operazioni di sgombero ordinate venerdì “hanno provocato una nuova spinta di occupazioni e peggiorato i rapporti tra la polizia e i cittadini”. Un lavoratore di 45 anni che ha assistito agli scontri ha detto ad Associated Press: «La polizia ha perso il controllo. Li stanno picchiando come fossero animali, e siamo arrabbiati. Gli studenti sono il nostro futuro». Nei giorni scorso la polizia aveva già rimosso altri presidi in tutta Hong Kong, tra cui quello molto importante nella zona dell’Ammiragliato, il centro delle proteste degli studenti, dove alcuni gruppi di manifestanti si stanno nuovamente riunendo. Diverse barricate si trovano ancora in altri punti della zona.

Dall’inizio delle proteste, cominciate alla fine di settembre, i manifestanti per la democrazia chiedono le dimissioni del capo del governo locale, Leung Chun-ying, e che siano permesse elezioni libere nel 2017. Dopo un primo tentativo annullato nella settimana scorsa, giovedì – prima di questi nuovi sgomberi – lo stesso Leung Chun-ying aveva accettato di riaprire i colloqui con il movimento.

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