Si possono mangiare i cigni?

Una volta lo si faceva, spiega un sito americano, e stanno diventando troppi e invadenti

I cigni appartengono alla stessa famiglia animale delle oche e delle anatre: ci sono sei specie di cigni, tra cui il cigno trombettiere, il cigno selvatico e il cigno reale. A differenza delle oche e delle anatre, tuttavia, il cigno non viene comunemente considerato un possibile alimento per gli esseri umani, sebbene sia stato per lungo tempo un cibo molto gradito e consumato nelle famiglie reali inglesi (per esempio nella dinastia Tudor, e in particolare nella corte di Enrico VIII ed Elisabetta I d’Inghilterra). Un articolo di Modern Farmer, una rivista statunitense dedicata al cibo e all’agricoltura, ha preso in considerazione l’ipotesi di cacciare i cigni per scopi alimentari in modo da rimediare alla loro sovrappopolazione negli Stati Uniti (da tempo la sovrappopolazione dei cigni è diventata una minaccia per altre specie di uccelli).

L’impiego della carne di cigno in cucina è documentato con una certa frequenza fin dal XV secolo, sebbene diversi testi riferiscano di una carne dura e piuttosto difficile da digerire. In Inghilterra, alla corte di Enrico VIII (1491-1547) ed Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603), era un piatto prelibatissimo: veniva cucinato arrosto e servito con varie salse durante le occasioni di festa. Era contemplata anche la preparazione del cigno ripieno – un po’ come succede oggi con il tacchino del giorno del Ringraziamento – che veniva solitamente riempito con altri tipi di carne di uccello.

Per quanto possa sembrare curioso, nel Regno Unito i cigni sono considerati “proprietà” della Regina fin dal XII secolo, e i membri della famiglia reale sono le sole persone ufficialmente autorizzate a cacciarli e a mangiarli. Proprio a quell’epoca risale la tradizionale cerimonia dello “Swan Upping”: ogni anno a luglio alcuni cigni vengono catturati sul Tamigi, poi marchiati e rilasciati. Oggi è un rito piuttosto simbolico – serve più che altro per censire i cigni e verificarne lo stato di salute – ma un tempo serviva a procurare la carne di cigno per i pasti della famiglia reale. Ancora oggi qualsiasi altra forma di caccia al cigno all’infuori di questa cerimonia è considerato “tradimento”.

Negli Stati Uniti, dove sono particolarmente diffuse le specie dei cigni reali e dei cigni trombettieri, la sovrappopolazione sta diventando un problema. In Michigan si trova la più alta concentrazione di cigni reali di tutta l’America del Nord: negli ultimi dieci anni, secondo il Dipartimento di Risorse Naturali del Michigan, la popolazione in tutto lo Stato è aumentata da circa 5.700 cigni reali a più di 15 mila. È un problema soprattutto per le altre specie – i cigni reali attaccano i nidi di altri uccelli come il tuffetto, il mignattino e lo stesso cigno trombettiere, e danneggiano l’ecosistema in genere – ma è un problema, o quantomeno un fastidio, anche per gli esseri umani: i cigni attaccano le persone in acqua, e le femmine attaccano i bambini anche sulla terraferma, quando si avvicinano troppo ai nidi.

Nel 2011 un cuoco del Michigan, Mario Batali, raccontò alla rivista Esquire che alcuni suoi amici andavano a caccia di cigni: «una volta ne mangiammo uno a Natale, nove o dieci anni fa, ed era una carne deliziosa, colore rosso intenso, magra, succulenta, leggermente selvatica». Un altro cuoco, di un ristorante di Brooklyn specializzato nella cucina di carni non comuni, disse di avere sul menu diversi generi di carne – di orso, di tartaruga, di canguro – fuorché quella di cigno.

Per questo motivo il Dipartimento di Risorse Naturali del Michigan ha avviato un piano molto serio per ridurre la popolazione di cigni reali e portarla a 2 mila esemplari entro il 2030: il piano permette in pratica di rimuovere legalmente i nidi dei cigni reali da alcune zone messe sotto controllo, ma al momento non prevede l’apertura di stagioni di caccia al cigno. Diversi osservatori ritengono che la contrarietà alla caccia al cigno sia anche – se non principalmente – motivata dal fatto che la gente continui a considerarlo un animale nobile e maestoso. Eppure il piano di riduzione della popolazione di cigni reali ha incontrato l’approvazione di diverse associazioni e gruppi ambientalisti, tra cui la National Audubon Society, che si occupa della cura e della conservazione dell’ecosistema naturale, oltre che della protezione degli uccelli.

Nello Stato di New York – dove ci sono problemi simili coi cigni reali – le autorità potrebbero fare ricorso a misure ancora più drastiche: a gennaio scorso, il Dipartimento della Conservazione dell’Ambiente aveva proposto di eliminare entro il 2025 tutti i 2.200 cigni reali in libertà. Dopo esser stato duramente criticato, tuttavia, il Dipartimento aveva cambiato idea, dicendo che ricorrerà a sistemi non letali per ridurre la popolazione di cigni reali.

Foto: AP Photo/Alastair Grant

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