Renzi: «L’Italia non sarà mai un paese normale»

Cosa ha detto il presidente del Consiglio intervistato da Time

Il settimanale statunitense Time ha pubblicato un’intervista al presidente del Consiglio Matteo Renzi. È la prima intervista concessa da Matteo Renzi a un organo di stampa estero da quando, il 22 febbraio scorso, è stato eletto dal Parlamento presidente del Consiglio. Durante l’intervista, che è stata fatta lo scorso 24 aprile, Renzi ha risposto a diverse domande sulla sua storia, la sua visione politica e i suoi progetti per il paese. La prima cosa che il giornalista Stephan Faris ha chiesto a Renzi è come mai pronunci spesso la frase: «Questa non è una cosa da paese normale».

L’Italia non sarà mai un paese normale. Perché l’Italia è l’Italia. Se fossimo stati un posto normale non avremmo avuto Roma. Non avremmo avuto Firenze. Non avremmo avuto la bellissima Venezia. Nel DNA degli italiani c’è un pizzico di follia, che nella stragrande maggioranza dei casi è una cosa positiva. È il genio. È il talento. È quello che ci ha regalato i grandi capolavori dell’arte. È il cibo, la moda, tutto quello che rende l’Italia grande nel mondo.

Detto questo, non siamo un paese normale perché abbiamo una burocrazia troppo complicata, un sistema politico sconcertante. Abbiamo il doppio dei parlamentari degli Stati Uniti. Paghiamo alcuni presidenti di regione più di quanto sia pagato il presidente degli Stati Uniti. Noi vorremmo fare dell’Italia un paese normale, ma solo per quanto riguarda il suo sistema politico.

Poco dopo, invece, Stephan Faris ha chiesto a Renzi come mai, durante un incontro con Angela Merkel, avesse comparato l’Italia al David di Michelangelo.

Quando Michelangelo finì il David, i fiorentini gli chiesero: “Come hai fatto?”. Michelangelo rispose che era stato facile, tutto quello che aveva dovuto fare era stato eliminare dal blocco tutto il marmo che c’era in eccesso. Questo è il modo in cui vedo l’Italia. Se eliminiamo tutte le cose che sono in eccesso, burocraticamente, fiscalmente, quello che rimarrà sarà anche più bello del David… Beh non esageriamo: bello come il David.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse