• Cultura
  • martedì 11 Febbraio 2014

20 fotografie di Robert Adams

L'ovest degli Stati Uniti raccontato con lucidità e disincanto da uno dei maggiori esponenti della fotografia di paesaggio

Sarà inaugurata oggi al Jeu de Paume di Parigi una retrospettiva dal titolo Robert Adams: l’endroit où nous vivons – Robert Adams: il luogo in cui viviamo – che raccoglie alcune delle opere più significative di Robert Adams, considerato uno dei più importanti fotografi ad aver raccontato l’ovest degli Stati Uniti e la relazione tra uomo, natura e paesaggio.

Da sempre fotografare quella parte degli Stati Uniti è significato celebrare la grandiosità del paesaggio e del territorio, lontano, incontaminato, non sempre amichevole: le fotografie di Timothy O’Sullivan e William Henry Jackson, di grande formato, mostravano ampie vallate, boschi, canyon, ferrovie e la conquista attraverso la costruzione di grandi opere pubbliche. Robert Adams ha iniziato a fotografare all’inizio degli anni Sessanta e nel 1974 un suo libro – The New West – ribaltò questo mito, per raccontare con schiettezza un paesaggio quotidiano fatto, in realtà, di aree abbandonate, strade, incroci, periferie. Nel 1975, insieme ad altri grandi della fotografia di paesaggio dell’epoca – i coniugi Becher, Lewis Baltz, Stephen Shore, Nicholas Nixon, Joe Deal, Frank Gohlke, John Scott e Henry Wessel – fece parte della mostra The New Topographics. Photographs of a man-altered landscape. Per la prima volta un gruppo di fotografi analizzò e mostrò quei luoghi con spirito critico, fuori dai luoghi comuni: la documentazione diventò un modo per raccontare l’intervento umano sul territorio e per mostrare attraverso la fotografia paesaggi marginali e caos.

In mostra saranno rappresentati i principali progetti di Adams: dalle prime immagini di costruzioni e monumenti dei nativi in Colorado, alle ultime vedute di boschi e uccelli migratori della costa pacifica, ai paesaggi del Missouri occidentale alle immagini delle montagne distrutte dall’uomo e, per finire, serie di ritratti di gente comune che vive nei pressi di una centrale nucleare. Tutte le informazioni sono sul sito del museo mentre le opere del fotografo sono curate e messe on line dalla Yale University Art Gallery.