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  • mercoledì 29 Gennaio 2014

I 60 anni di Orpah

La storia della più popolare – e ricca, e famosa – conduttrice televisiva americana, e di come è diventata il fenomeno unico che è (e sì, si chiama Orpah)

La conduttrice americana Oprah Winfrey compie oggi 60 anni. Il suo programma, l’Oprah Winfrey Show, è stato per 25 anni il più seguito talk pomeridiano della televisione americana. Oggi Oprah possiede un intero canale televisivo, l’Oprah Winfrey Network, e un magazine, O, che vende ogni mese 2,4 milioni di copie. Oprah è stata la prima afroamericana a diventare miliardaria ed è tuttora una delle donne più ricche del mondo; nel 2008 il suo sostegno alla candidatura di Barack Obama – all’epoca il candidato più debole, opposto a Hillary Clinton – diede una grande spinta all’attuale presidente degli Stati Uniti, soprattutto nella fase iniziale delle primarie democratiche.

Orpah
Il suo vero nome in realtà è Orpah, con la “r” prima della “p”. A quanto pare, decise di cambiarlo dopo aver scoperto che quasi tutti tendevano a invertire le due lettere. Oprah nacque il 29 gennaio del 1954 in Mississippi: lo stesso anno in cui il presidente degli Stati Uniti Dwight Eisenhower inviò l’esercito per costringere alcune scuole del sud degli Stati Uniti ad accettare studenti neri. Suo padre era un minatore, la madre una casalinga. Non erano sposati e si separarono poco dopo la sua nascita. Oprah visse i suoi primi anni nella fattoria della nonna materna, sempre in Mississippi: uno degli stati dove la segregazione degli afroamericani era più severa.

A sei anni andò a vivere dalla madre, nel ghetto di una piccola cittadina del Wisconsin. In uno dei suoi primi show raccontò che durante quel periodo fu più volte violentata da un cugino, da uno zio e da un amico di famiglia. Nel 1968 restò incinta e perse il bambino poco dopo il parto. Quell’anno si trasferì dal padre a Nashville, in Tennessee. Mentre era ancora al college fece le prime esperienze in radio e in alcune TV locali.

Per tutti gli anni Settanta Oprah lavorò come giornalista. Fu la prima donna afroamericana (e la più giovane: aveva 19 anni) a condurre un telegiornale a Nashville. All’inizio degli anni Ottanta si trasferì a Chicago, dove nel 1984 cominciò a condurre un talk show su un canale locale che nel giro di un mese divenne il più seguito di tutta la città. Due anni dopo il programma fu ribattezzato Oprah Winfrey Show e cominciò a essere trasmesso in tutto il paese.

L’Oprah Winfrey Show
La prima puntata del programma andò in onda l’8 settembre del 1986. Era un talk show pomeridiano con il pubblico presente in sala, un format inventato quindici anni prima dal giornalista Phil Donahue, che rimase a lungo il principale concorrente di Oprah. Molti critici notarono da subito che all’Oprah Winfrey Show mancava il “mordente giornalistico” che avevano molti dei suoi concorrenti, tra cui proprio lo show di Donahue. Oprah fu accusata di non sapere fare domande agli ospiti e di metterli eccessivamente a proprio agio, critica che le è stata rivolta spesso nel corso della sua carriera, anche di recente.

Da un certo punto di vista, però, a Oprah non interessava mettere alle strette i suoi ospiti. Il suo programma era un “tabloid talk-show”, dove gli argomenti principali erano il gossip e le notizie curiose. I suoi ospiti erano spesso persone comuni con storie tristi alle spalle. Nella prima puntata del programma fece una scelta piuttosto rischiosa: rinunciò ad avere come ospiti delle celebrità e scelse di intervistare persone comuni sul tema “Come sposare l’uomo o la donna della propria vita?”.

Questa scelta fece la fortuna del programma. Come scrisse il settimanale Time: «Quello che manca a Oprah in termini di piglio giornalistico, lo rimedia con una schietta curiosità, un robusto senso dell’umorismo e, soprattutto, una grande empatia. Gli ospiti che hanno storie tristi da raccontare spesso le fanno venire le lacrime agli occhi […] e così si ritrovano a dire cose che non si sarebbero mai immaginati di raccontare, soprattutto sulla TV nazionale. È il talk show come terapia di gruppo». I media americani hanno addirittura coniato un termine per questo modo di fare televisione: “oprahfication”.

Anche moltissime celebrità hanno scelto il programma di Oprah per fare importanti rivelazioni sulla propria vita privata. L’attrice Ellen DeGeneres nel 1997 disse di essere lesbica durante una puntata del programma (Oprah ha sempre difeso e promosso le lotte per i diritti dei gay). Il ciclista Lance Armstrong si scusò da Oprah, dopo aver ammesso di essersi dopato. Durante una puntata del 2005 Tom Cruise disse di essere innamorato di Katie Holmes, che avrebbe sposato poco dopo – e si comportò in modo così bizzarro che quell’episodio dello show è ricordato come uno dei momenti più assurdi e imbarazzanti della televisione americana.

La fine dell’Oprah Winfrey Show
Dalla metà degli anni Novanta Oprah ha cercato di elevare il registro del suo programma, scegliendo temi più complessi, invitando politici o celebrità “impegnate”. Le campagne per rendere il mondo un posto migliore diventarono una costante del programma e un’altra cosa che la distinse da molti altri talk show. Per esempio, a partire dal marzo 2010, Oprah ha dedicato ogni giorno uno spazio nel suo programma a una campagna contro l’uso del telefonino alla guida. Nel corso degli anni Oprah ha fatto campagne simili per sensibilizzare sui problemi cardiaci, l’abuso di droghe, il cancro e la beneficenza. Lei stessa è considerata uno dei filantropi più importanti degli Stati Uniti e il più importante filantropo afroamericano.

Negli stessi anni Oprah introdusse nel suo programma l’Oprah Book Club, un segmento nel quale consigliava libri e spesso intervistava i loro autori. Per anni avere il proprio libro presentato nel Book Club è stato una garanzia di finire in cima alle classifiche dei libri più venduti. Il negozio online Amazon ha tuttora una sezione che si intitola proprio Oprah Book Club, in cui sono raccolti tutti i libri presentati dal 1996 a 2005.

Nel 2008 Oprah annunciò che intendeva chiudere il programma per dedicarsi a nuovi progetti, tra cui la gestione di un intero canale via cavo, l’Oprah Winfrey Network. L’ultima puntata dello show fu trasmessa il 25 maggio del 2011 e si concluse con parole altisonanti pronunciate dalla stessa Oprah: «A Dio sia la gloria» (per quanto Oprah abbia spesso parlato di spiritualità nel suo programma, non ha mai affrontato troppo direttamente i temi religiosi: secondo molti esperti, comunque, nella sua retorica si trovano molti riferimenti allo stile dei predicatori della chiesa battista che Oprah frequentò da giovane).

“Oprahfication”
Il 15 novembre del 1988 Oprah si presentò durante il suo show con un carrello pieno di una strana sostanza coperta di plastica. Terminati gli applausi spiegò al pubblico che negli ultimi mesi aveva intrapreso una difficilissima dieta a base di cibi liquidi. Dopo mesi di sforzi, durante i quali non credeva che sarebbe riuscita a resistere, raccontò di aver perso circa 30 chili. Nel carrello che aveva trascinato sul palco con sé c’erano l’equivalente dei trenta chili che aveva perso in grasso animale (qui potete vedere il video).

Sul sito di Oprah questo episodio bizzarro è inserito al primo posto tra i migliori 20 momenti del programma. Forse non è stato un momento di altissima televisione, ma è comunque un episodio che spiega molto del successo del programma. Oprah si è sempre identificata con le sofferenze dei suoi ospiti, ma a differenza di quasi tutti gli altri conduttori di talk show, la sua empatia non è sembrata soltanto un grimaldello per spingere le persone a confessare abusi, molestie o altri aspetti tragici della loro vita. Le disavventure di Oprah e le sue tragedie personali hanno avuto nel suo show tanto spazio quanto quelle dei suoi ospiti. Il pubblico è stato costantemente informato del suo difficile rapporto con il peso, dei suoi tentativi di dimagrire, dei suoi fallimenti, delle sue accettazioni e così via.

Tre mesi dopo l’inizio del suo programma, nel novembre del 1986, Oprah confessò di aver subìto delle molestie sessuali quando era ancora una bambina. Nelle puntate successive non risparmiò al suo pubblico nessuno degli altri dettagli della sua storia difficile. Qualche anno dopo ammise che non aveva voluto figli perché temeva di non essere una buona madre. Che siano i suoi problemi di peso e carrelli pieni di grasso animale oppure le violenze sessuali subite da giovane, Oprah non ha mai nascosto i dettagli della sua vita per quanto potessero essere privati o imbarazzanti. Come ha notato una delle sue biografe, Janet Lowe: «Il pubblico sa moltissimo della vita provata di Oprah, probabilmente più di quella di qualunque altra celebrità degli Stati Uniti».8

Nel corso degli anni diversi sociologi e antropologi si sono dedicati a studiare il fenomeno di Oprah Winfrey (uno libri dei più celebri sull’argomento è stato scritto dalla sociologa Eva Illouz). Secondo la gran parte di questi studiosi il “segreto” del successo di Oprah sta proprio nelle numerose particolarità che rendono il suo show praticamente unico, benché imitatissimo. Il tipo di televisione in cui il conduttore cerca di mettere a proprio agio i propri ospiti in modo che raccontino dettagli personali e difficili della loro vita, infatti, non è stato inventato da Oprah. Già all’epoca del suo primo show, e ancora di più nel corso degli anni, la cosiddetta “tv del dolore” era abbastanza diffusa (e nella programmazione pomeridiana è piuttosto frequente anche in Italia).

Ma Oprah aveva un vantaggio che le risparmiava l’immagine del conduttore cinico, che affonda il coltello nelle miserie umane dei suoi ospiti per alzare gli ascolti. Di fronte ai problemi dei suoi ospiti, Oprah ha sempre avuto una risposta da suggerire: consigli psicologici piuttosto spicci, percorsi di “automiglioramento” (parecchi dei libri del Book Club riguardano proprio quest’argomento) e infine il suo esempio personale: quello di una donna dalla storia difficile, cresciuta in una famiglia povera del sud segregazionista, ma diventata la più ricca e potente presentatrice televisiva del paese. Come ha scritto la rivista Fortune: «La vita privata di Oprah è l’essenza stessa del suo marchio e la sua disponibilità a parlarne durante uno show pomeridiano è stato fondamentale per conservare la fiducia della sua audience nel corso degli anni».