• Cultura
  • mercoledì 29 Gennaio 2014

I 50 anni del dottor Stranamore

Le scene più famose di uno dei pochi capolavori di satira politica nella storia del cinema, che uscì il 29 gennaio 1964

Il 29 gennaio 1964 uscì negli Stati Uniti “Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba” (Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb), un film di Stanley Kubrick liberamente tratto dal romanzo Allarme rosso (Red Alert, del 1958) di Peter George. Grottesco e realistico al tempo stesso, Il dottor Stranamore racconta metaforicamente la paura dell’apocalisse nucleare durante la Guerra fredda, attraverso una serie di battute e di personaggi celebri, che lo hanno reso uno dei pochi capolavori di satira politica nella storia del cinema: il comandante americano psicopatico, che fuma enormi sigari ed è ossessionato dalla minaccia comunista (“I comunisti contaminano l’acqua. Ha mai visto un comunista bere un bicchiere d’acqua? No, loro bevono soltanto vodka”), i tre personaggi interpretati da Peter Sellers (che per il film fu pagato un milione di dollari, più della metà del budget totale del film): il presidente degli Stati Uniti, l’ufficiale inglese della Royal Air Force Lionel Mandrake e il dottor Stranamore, uno scienziato ex nazista naturalizzato americano, direttore per lo sviluppo delle armi nucleari (“Senza dubbio, mein Führer… cioè, volevo dire, signor presidente”), e infine George C. Scott nei panni del generale “Buck” Turgidson.