Nelle foto segnaletiche

Una raccolta di arrestati famosi, prima di Justin Bieber, raccontati in un libro di Giacomo Papi

La “foto segnaletica” è, nel dire comune, due cose diverse: sia la foto che la polizia diffonde di una persona ricercata, sia quella che viene scattata a una persona dopo che è stata arrestata. Questa seconda, nella consuetudine della legge americana e che là viene chiamata “mug shot”, è diventata nota in tutto il mondo per via di film e della frequente diffusione sui mezzi di informazione di “mug shots” di personaggi famosi, quando capita loro di essere arrestati. L’ultimo “mug shot” ad aver fatto il giro del mondo è quello di Justin Bieber, arrestato la settimana scorsa in Florida: forse la prima occasione in cui la forza di questo tipo di immagine si somma alla straordinaria capacità di diffusione immediata da parte dei social network.

Qualche anno fa sulle foto segnaletiche aveva scritto un bel libro Giacomo Papi, scrittore e giornalista, e lo aveva intitolato “Accusare” (ISBN editore): una raccolta di figurine di arrestati famosi, ben raccontati, che comprendeva celebrità pop e grandi criminali, regicidi ottocenteschi e dissidenti politici. Le didascalie delle foto sono tratte dal libro.