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  • sabato 21 Dicembre 2013

La Svizzera vuole cambiare l’inno nazionale?

Il primo gennaio 2014 si aprirà un concorso per proporne uno nuovo: non è la prima volta che si pensa di modificare l'attuale, che è l'inno ufficiale da solo trent'anni

Il primo gennaio 2014 comincerà in Svizzera un concorso per cambiare testo e melodia dell’inno nazionale. Non è un’iniziativa ufficiale, ma è l’ennesimo tentativo di sostituire il “Salmo svizzero”, come è chiamato l’inno attuale. L’Economist si è chiesto perché gli svizzeri sentano da tempo il bisogno di cambiare il loro inno.

Il “Salmo svizzero” ha una lunga storia. Nel 1841 Alberich Zwyssig, un monaco trentatreenne, fece eseguire per la prima volta una sua nuova composizione davanti a un piccolo gruppo di abitanti di Zug, nella Svizzera centrosettentrionale. Il brano ebbe molto successo e, oltre un secolo più tardi, sarebbe diventato l’inno nazionale del paese: nel 1961 cominciò a sostituire temporaneamente Rufst Du, mein Vaterland (titolo italiano Ci chiami o patria) un testo composto da Johann Rudolf Wyss nel 1811 che utilizzava la melodia del ben più celebre God Save the Queen (con qualche comprensibile confusione in occasione di eventi sportivi svizzero-britannici).

Solo il primo aprile 1981 la composizione di Zwyssig diventò ufficialmente l’inno nazionale, con il titolo di “Salmo svizzero” (qui il testo in italiano). Da subito, però, cominciarono a farsi sentire quelli che lo volevano cambiare. Per restare agli anni più recenti, elenca l’Economist, nel 2004 venne presentata una mozione per un inno più moderno, mentre nel 2006 venne formato un comitato per rendere il testo “cantabile” dagli svizzeri di ogni religione e credo politico, in vista dei mondiali del 2008 (alla fine non se ne fece nulla). L’inno nazionale svizzero, ad ogni modo, è meno importante che in altri paesi, perché molti svizzeri si sentono legati soprattutto al proprio cantone (e ogni cantone ha un suo inno).

Il nuovo concorso è organizzato dalla Società svizzera di pubblica utilità (SSUP), che ha annunciato l’iniziativa il primo agosto 2013 – il primo agosto è la festa nazionale svizzera. Il concorso si aprirà il primo gennaio 2014 e i partecipanti potranno sottoporre le proposte entro la fine di giugno. Nella seconda metà dell’anno una giuria composta da venti persone – tra cui un rapper, un professore di teologia ed esperti di yodel, il più celebre canto tradizionale svizzero – sceglierà la migliore e la sottoporrà al Consiglio federale nel 2015. La SSUP ha chiarito diverse cose che non vanno nel vecchio inno, dice l’Economist:

Più che la melodia, sono le parole dell’inno, scritte nel 1835, che stanno di nuovo causando polemiche. Suonano più come un canto ecclesiastico con dentro una previsione del tempo, dice la SSUP. Parlano di montagne, del sole e di cieli tempestosi. L’inno è anche molto religioso. Questo, pensa la SSUP, si accorda male con la costituzione della Svizzera moderna. E pochi svizzeri che lo ascoltano il primo agosto, la festa nazionale, sono in grado di cantarlo; solo una proporzione minuscola lo conosce a memoria nella sua interezza.

La decisione finale, dopo il concorso, resterà comunque al Consiglio federale, che potrà scegliere se sottoporlo ai 26 cantoni che compongono il paese o farlo approvare da un voto parlamentare, con la possibilità di tenere poi un referendum sul tema.

Foto: la nazionale di calcio svizzera applaude in seguito all’esecuzione dell’inno nazionale prima della partita contro l’Honduras ai mondiali 2010. Bloemfontein, Sudafrica, 25 giugno 2010.
(PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)