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  • martedì 29 ottobre 2013

Adriano Olivetti e Ivrea

Adriano Olivetti (1901-1960) è stato un imprenditore dalle caratteristiche uniche nella storia italiana. La sua famiglia diede il nome all’azienda di macchine da scrivere e calcolatori che avrebbe diffuso e reso popolari in tutto il mondo, ma Olivetti teorizzò anche estesamente un’etica del lavoro, dell’industria e del ruolo degli imprenditori che mise in pratica nei suoi stabilimenti, soprattutto in quelli di Ivrea in Piemonte, città la cui storia e cultura è stata profondamente influenzata da Olivetti e dalla sua azienda.
A Ivrea Olivetti era nato nel 1901: la fabbrica era stata fondata da suo padre Camillo che aveva avuto le prime intuizioni creative sul futuro delle macchine da scrivere e delle tecnologie. L’esempio di Adriano Olivetti nel campo dell’imprenditoria che genera profitti destinati al bene della comunità è diventato centrale e sempre citato negli attualissimi dibattiti sull’etica della finanza e dell’impresa.

Nel 1953, all’apertura dello stabilimento Olivetti di Pozzuoli, in Campania, Adriano Olivetti disse tra l’altro:

«Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi soltanto nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?»

(da Ai lavoratori, Discorsi agli operai di Pozzuoli e Ivrea,
di Adriano Olivetti, Edizioni di Comunità, 2012)

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