Nintendo e i 30 anni di NES

La storia della console che salvò i videogiochi dal fallimento, ma non dalla polvere (e dieci video di grandi partite, per nostalgici)

Il 15 luglio di trent’anni fa fu messo in vendita in Giappone uno strano aggeggio bianco e rosso. Si chiamava Famicom (Family Computer), lo aveva fatto Nintendo e in pochi anni avrebbe cambiato il mondo dei videogiochi per sempre. Era uscito nel 1983, l’anno peggiore di sempre per l’industria dei videogiochi con una crisi che aveva causato la chiusura di moltissime società. Nonostante questo e alcuni problemi tecnici che causarono i richiami delle prime versioni, in circa un anno Nintendo riuscì a vendere 2,5 milioni di Famicom in Giappone, facendo sperare in una ripresa del mercato, fermo da mesi e con pochi nuovi giochi pubblicati.

Valutato il relativo successo del nuovo sistema per videogiochi, i progettisti Nintendo si erano intanto messi al lavoro per trasformare l’affare rosso e bianco, preparandolo per altri paesi. L’obiettivo principale erano gli Stati Uniti, ma convincere gli utenti a passare al nuovo sistema non era facile. Nintendo provò a stringere un accordo con Atari, ma le cose si complicarono per problemi di diritti su alcuni videogiochi e non se ne fece nulla. Alla società giapponese non restò che fare da sé e nell’ottobre del 1985 presentò la versione per gli Stati Uniti della sua console.

famicom

L’aggeggio rosso e bianco divenne una scatola squadrata, realizzata con due tonalità di grigio e una fascia verticale nera. Un design molto essenziale, che sarebbe presto diventato familiare per decine di milioni di persone in tutto il mondo. Il nome Famicom fu abbandonato e fu scelto quello di Nintendo Entertainment System (NES). Ma per tutti la console sarebbe diventata NES e dalle nostre parti genericamente “il Nintendo”.

Nintendo diede un contributo fondamentale al rilancio del mercato dei videogiochi. Per farlo uscire dalla crisi, fece ordine con una campagna di marketing molto attenta per recuperare la fiducia degli utenti, che avevano in parte smesso di comprare videogiochi quando era diventato evidente che i produttori promettevano cose che non erano mantenute dalla qualità dei videogiochi stessi. Nintendo curò il disegno delle copertine delle nuove cartucce da inserire nel suo NES, con illustrazioni “sincere” che mostravano l’effettiva grafica dei videogiochi. Fu anche introdotta una sorta di “marchio di qualità”, che veniva applicato sulle copertine delle cartucce per distinguere i videogiochi ufficiali da quelli pirata.

In Italia, NES arrivò nel 1987, in ritardo rispetto ad altri paesi europei. Nintendo non si occupò direttamente della distribuzione della console nel nostro paese, nel Regno Unito, in Canada e in Oceania, stringendo un accordo con Mattel che divenne il distributore ufficiale. In Unione Sovietica la console non fu mai ufficialmente distribuita.

Il NES ebbe un successo senza precedenti nel mondo dei videogiochi tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta: ne furono vendute quasi 62 milioni di unità. A oggi il primato nella classifica delle console più vendute nella storia se lo giocano Sony e Nintendo, rispettivamente con PlayStation 2 e Nintendo DS (portatile), con oltre 150 milioni di unità vendute. E tutto questo nonostante NES fosse terribile sotto diversi punti di vista: bastava un po’ di polvere sui contatti delle cartucce per non riuscire a giocare, i cicli continui di reset quando il sistema andava in tilt con una insistente lucetta rossa lampeggiante, le improvvise schermate verdi senza motivi apparenti e le manopole che col tempo perdevano sensibilità.

Dopo anni al primo posto nelle vendite delle console, NES iniziò a dare i primi segni di cedimento quando la concorrenza si mise a vendere console a 16-bit, il doppio di quanti ne riuscisse a gestire il sistema di Nintendo. La società riuscì comunque a sfruttare la fama del NES e dei suoi videogiochi realizzando il Super Nintendo, un sistema a 16-bit che decretò la fine del classico NES, ma in compenso consentì a Nintendo di tenere molto alto il livello delle vendite.

Nintendo negli anni ha dimostrato di essere particolarmente affezionata a NES. Il sistema è stato ufficialmente abbandonato dalla società in Giappone nel settembre del 2003, a oltre 20 anni dalla sua diffusione sul mercato. Il motivo dell’affetto è semplice da spiegare: prima di NES, Nintendo era una società produttrice di giocattoli di medie dimensioni, praticamente sconosciuta fuori dal Giappone. Grazie al successo della sua console le cose cambiarono nel giro di pochi anni, trasformando Nintendo in uno dei nomi più conosciuti in tutto il mondo quando si parla di videogiochi.

Abbiamo messo insieme dieci famosi giochi per NES: non è una classifica e ne sono rimasti fuori molti, ma prendetela come un’occasione per essere nostalgici, e non lamentatevene.

Super Mario Bros. 3

Niente paura, nella prossima pagina Zelda c’è.

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