• Scienza
  • venerdì 30 Novembre 2012

Che rumore fa un mollusco?

Un gruppo di ricercatori li ha ascoltati, registrati e analizzati, proponendo un nuovo sistema per studiare il loro comportamento

Un gruppo di ricercatori guidati da Lucia Di Iorio, dell’École nationale supérieure de techniques avancées della Bretagna, si è messo ad ascoltare i “colpi di tosse” dei molluschi, scoprendo che potrebbero essere una buona fonte di dati per studiare il loro comportamento e il loro sviluppo negli ambienti marini. Di solito i molluschi tossiscono (diciamo) quando devono espellere le sostanze che si sono accumulate nella loro cavità centrale, in seguito all’attività di filtraggio dell’acqua. Quando compiono questa operazione, producono un rumore peculiare: prima si sente un netto “crac”, prodotto dallo sfregamento delle due valve che formano la loro conchiglia, seguito da un rapido “pfff” poco prima della chiusura delle valve.

Di Iorio e colleghi hanno usato un particolare tipo di microfoni, che si chiamano idrofoni, per registrare i rumori sott’acqua prodotti da alcuni esemplari di Pecten maximus, una specie di capasanta d’acqua salata, appartenente alla famiglia dei molluschi bivalvi Pettinidi. I bivalvi sono i molluschi che hanno un guscio con due apparati distinti, le valve laterali, collegati tra loro da una cerniera interna e dai legamenti del mollusco stesso. Come spiegano sulla rivista scientifica Journal of Experimental Marine Biology and Ecology, i rumori emessi dai molluschi sono facilmente distinguibili da quelli prodotti dal resto della fauna marina. Con particolari idrofoni, inoltre, è possibile registrare i loro colpi di tosse anche a una decina di metri di distanza.

Analizzando i rumori che emettono e la loro frequenza, i ricercatori spiegano che si potrebbero realizzare nuovi sistemi per studiare le abitudini e la crescita dei molluschi. Alcune ricerche scientifiche hanno ipotizzato in passato che alcuni tipi di molluschi, come le capesante, si nutrano di meno e crescano più lentamente quando la qualità dell’acqua marina in cui si trovano è scadente o ci sono alti livelli di inquinamento. Per valutare il ritmo di crescita, i ricercatori analizzano le creste delle valve, ma è un procedimento lungo e laborioso. Il sistema è inoltre invasivo e non permette sempre di realizzare analisi affidabili nel medio-lungo periodo.

Nel loro studio, Di Iorio e colleghi propongono di utilizzare una rete di idrofoni immersi in acqua in prossimità dei molluschi. Il sistema consentirebbe di avere dati aggiornati costantemente sul loro metabolismo, attraverso il conteggio e l’analisi semiautomatica (al computer) dei rumori emessi, e in periodi di tempo prolungati utili per capire come procede la crescita dei molluschi e se si sono verificati sbalzi nella qualità dell’acqua marina che li circonda.

foto: Romina Ortega/AFP/Getty Images