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Chi era Bram Stoker

Lo scrittore irlandese che inventò il Conte Dracula è il protagonista del doodle di Google di oggi che ricorda i 165 anni dalla sua nascita

Bram Stoker, scrittore irlandese, è il protagonista del doodle di Google di oggi. Al posto del classico logo, nella pagina principale del motore di ricerca c’è un disegno che richiama la prima copertina di Dracula, il romanzo più conosciuto di Stoker, per ricordare i 165 anni della nascita dell’autore e il suo ruolo nella letteratura gotica e dell’orrore del diciannovesimo secolo.

Abraham “Bram” Stoker nacque l’8 novembre del 1847 a Clontarf, un quartiere di Dublino nord nella regione di Leinster, in Irlanda. Era terzo di sette figli e i suoi genitori erano particolarmente devoti. Stoker ebbe un’infanzia molto difficile a causa di alcuni problemi di salute che lo costrinsero a letto fino ai sette anni, età in cui fu in grado di iniziare a frequentare la scuola. Studiò in una istituzione privata e negli anni seguenti la sua salute migliorò ulteriormente, permettendogli di partecipare anche ad alcune gare di atletica, alle quali pare se la cavasse molto bene.

Tra il 1864 e il 1870 Stoker frequentò il Trinity College di Dublino, una delle più prestigiose istituzioni al mondo e una delle più antiche di Irlanda. Si diplomò in matematica e successivamente divenne presidente della University Philosophical Society dello stesso College. E proprio durante la sua carriera accademica si interessò, grazie a un amico, al teatro. Divenne critico teatrale per il Dublin Evening Mail, un giornale della sera della città, e si fece conoscere grazie allo stile con cui erano scritte le sue recensioni.

Nel corso degli anni Settanta dell’Ottocento, Stoker iniziò a pubblicare alcuni racconti che fecero circolare ulteriormente il suo nome. Nel 1878 si sposò con Florence Balcombe, figlia del tenente colonnello James Balcombe e per un periodo corteggiata anche da Oscar Wilde. Insieme con la moglie, Stoker si trasferì a Londra, dove divenne il curatore del Lyceum Theatre, storico teatro in Wellington Street nella Città di Westminster. L’anno seguente ebbe, sempre con Balcombe, il suo primo e unico figlio che fu chiamato Irving Noel Thornley Stoker.

Grazie al suo lavoro e ad alcune conoscenze maturate a Londra, Stoker ebbe modo di conoscere alcuni importanti autori e intellettuali dell’epoca come Arthur Conan Doyle e il pittore statunitense James Abbot McNeill Whistler (quello de “La madre dell’artista“, per intenderci). Oltre a occuparsi del teatro, cosa che fece per circa 27 anni, Stoker continuò anche la propria attività di scrittore. Nel 1890 terminò di scrivere il suo primo romanzo vero e proprio intitolato Il Passo del Serpente, seguito sette anni dopo da Dracula, destinato a diventare la sua opera più conosciuta e apprezzata.

(L’incipit di Dracula)

Prima di scrivere Dracula, Stoker approfondì a lungo le proprie conoscenze sul folklore e i miti legati ai vampiri in Europa. Fece tutto a distanza, senza visitare mai i luoghi dell’Europa orientale. Scrisse il romanzo in forma epistolare, raccontando la storia attraverso una serie di documenti come pagine di diario, telegrammi, lettere, ritagli di giornale e voci di registri, tutti di fantasia, ma resi con un estremo realismo. Il romanzo è la storia del Conte Dracula, un vampiro che decide di trasferirsi dalla Transilvania all’Inghilterra in cerca di nuove vittime. Il Conte viene scoperto dal metafisico olandese Abraham Van Helsig, che insieme con un gruppo di altre persone si dà da fare per impedire a Dracula di portare a termine i propri piani. Nel doodle di Google di oggi sono mostrati i principali personaggi del romanzo, e il castello del Conte.

Quando fu pubblicato, Dracula di Stoker fu etichettato come romanzo horror, ma nel corso degli anni è stato anche definito romanzo gotico. Non fu da subito un successo, anche se diversi critici lo accostarono a lavori di altri autori di successo come Mary Shelley ed Edgar Allan Poe. Il manoscritto originale di 541 pagine andò rapidamente perso e fu ritrovato solo negli anni Ottanta del Novecento in Pennsylvania. Il ritrovamento contribuì a rilanciare il libro, che secondo diversi critici ha avuto (e ha) maggiore successo ai giorni nostri rispetto a quanto ne ebbe in epoca vittoriana, quando veniva visto come un semplice libro di avventura.

Il successo di Dracula si è anche rafforzato grazie ai numerosi lavori realizzati nel corso degli anni tratti dal romanzo di Bram Stoker. Dopo Nosferatu del 1922 – ispirato chiaramente al libro di Stoker, ma riadattato nel tentativo di evitare problemi di copyright – un primo film esplicitamente basato sul libro fu girato negli anni Trenta e ci furono successivi remake nel 1958 e nel 1992. L’ultimo è forse quello più conosciuto ai giorni nostri: fu prodotto e diretto da Francis Ford Coppola ed ebbe un notevole successo e ottenne tre premi Oscar. Mel Brooks nel 1995 girò Dracula – Morto e contento, una parodia più o meno riuscita dei film ispirati al personaggio di Stoker con Leslie Nielsen come protagonista. Si stima che nel corso del Novecento e dei primi anni duemila siano stati realizzati più di duecento film in cui compare il personaggio di Dracula.

Dopo la pubblicazione di Dracula, Stoker scrisse diversi altri romanzi dell’orrore come La dama del sudario (1909) e La tana del Verme Bianco (1911), che oggi sono meno conosciuti. Negli ultimi anni della sua vita, Stoker ebbe diversi problemi di salute al cuore, che contribuirono a peggiorarne le condizioni fisiche. Morì il 20 aprile del 1912, secondo alcuni di sifilide terziaria e secondo altri per il troppo stress lavorativo. Fu cremato e le sue ceneri furono poste in un’urna presso il Golders Green Crematorium and Mausoleum di Londra, dove si trovano tutt’ora.