• Cultura
  • martedì 4 Settembre 2012

Sagome, ombre e silhouettes

Cose che succedono quando il soggetto è controluce, e mostra i suoi limiti

Non avrete usato la macchina fotografica, sarà morta la pellicola, farete foto solo con i telefonini, e poi molto Instagram e Hipstamatic, ma la questione rimane: “sei controluce!” è una delle espressioni più usate durante la stagione dei viaggi estivi. C’è chi non l’ha ancora capito e chiede ogni volta spiegazioni, e ci sono i soggetti che borbottano che gli dà fastidio il sole negli occhi: ma c’è poco da fare, per venire bene nella foto, il soggetto deve avere il sole in faccia, e il fotografo alle spalle, NON il contrario. A meno che.

A meno che il controluce, voluto o sbadato, non generi effetti preziosi. O che vogliate farne di necessità virtù, quando invertire le posizioni implicherebbe spostare dei massicci montuosi o restare su questo dannato pontile fino al tramonto. O che vi attiri invece la deliberata idea della siluèt, del profilo del raffigurato, dei suoi contorni, dei suoi confini, e del contenuto oscuro. Qualcuno potrebbe leggerci qualcosa in questo, nel desiderio di mostrare il soggetto solo per lo spazio che occupa o per i suoi limiti e non per la sua sostanza e ciò che ospita dentro di sé, ma in questa occasione ci spingeremmo troppo in là. È solo una bella raccolta di foto di sagome.