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  • mercoledì 18 luglio 2012

Le tasse di Romney

Sono il tema delle maggiori polemiche nella campagna presidenziale in questi giorni, e Obama gli sta addosso

Da alcuni giorni al centro delle polemiche tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti c’è il rifiuto di Mitt Romney, candidato del partito repubblicano, di rendere pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi precedenti al 2010. La richiesta è stata fatta dal presidente Barack Obama ma ripresa anche da alcuni leader del partito Repubblicano. Romney ha reso pubbliche soltanto le dichiarazioni del 2010 e del 2011.

In un’intervista a Fox News, Romney ha accusato Obama di «attacchi disonesti». L’ex governatore dello stato del Massachusetts ha detto che la sua decisione di non pubblicare i redditi precedenti il 2010 è una pratica seguita anche dal candidato repubblicano delle scorse elezioni presidenziali John McCain. Nella storia delle campagne politiche presidenziali i candidati hanno sempre reso pubbliche le dichiarazioni, almeno, dei due anni precedenti il voto. Non c’è nessuna legge che li obbliga. Si tratta di una prassi volontaria che va avanti dalle elezioni del 1952. Barack Obama ha reso pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi degli ultimi dodici anni, dal 2000 in poi.

Il tema dei redditi e delle finanze di Romney è delicato: Obama gli ha chiesto di fare chiarezza sul suo ruolo nel fondo Bain Capital, dopo un’inchiesta pubblicata dal Boston Globe. Secondo il quotidiano americano ci sarebbero dei documenti della Commissione Titoli e Scambi (SEC) conservati dalla Bain Capital e una dichiarazione dei redditi (la FDS, una dichiarazione dei redditi obbligatoria per chi ricopre incarichi pubblici) firmati da Mitt Romney nel 2002. Questo confermerebbe che «all’epoca risultava ancora azionista unico, presidente e CEO della Bain Capital». Se Romney dopo il 1999 era ancora proprietario del 100% di Bain Capital (lui sostiene che ne sia uscito allora), Obama ipotizza che sia stato quindi lui a ordinare l’acquisto di una serie di aziende americane in difficoltà e averle portate in bancarotta e vendendone dei pezzi per fare profitti, licenziando tantissime persone.

(Doonesbury su Romney e i posti di lavoro)

Il Washington Post ha pubblicato un articolo in cui sostiene che per la sua campagna elettorale Romney abbia ricevuto dalla Bain Capital 820 mila dollari e dalla Bain&Company 175 mila dollari. Negli ultimi tre mesi ha raccolto in tutto 140 milioni di dollari, compresa una quota donata dai dipendenti della banca d’investimenti americana Goldman Sachs di 902 mila dollari.

Secondo alcune accuse Romney avrebbe anche dei conti correnti, intestati a società fantasma, depositati nelle Isole Cayman e alle Bermuda. Dodici esponenti del partito repubblicano e il governatore dello stato del Texas Rick Perry hanno chiesto al candidato conservatore «di essere il più trasparente possibile durante la campagna elettorale».