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La causa legale contro i domini “.xxx”

Il gestore dei siti pornografici più conosciuti accusa l'ICANN di aver creato una costosa condizione di monopolio per il nuovo sistema

Manwin Licensing International SARL è uno dei più grandi distributori di contenuti per adulti online e ha deciso di fare causa all’ICANN, l’organizzazione che si occupa tra le altre cose della gestione dei domini di primo livello, i “.it” e i “.com” per intenderci. Alcuni mesi fa e dopo anni di confronti e diatribe, l’ente internazionale ha deciso di creare i domini “.xxx” per rendere più identificabili i siti che offrono immagini pornografiche. Secondo Manwin questa decisione ha portato a costi aggiuntivi per i gestori dei siti web e ha comportato una condizione di monopolio.

Quando furono istituiti gli “.xxx” lo scorso marzo, l’ICANN decise di affidarne la gestione a un’unica società che si chiama ICM Registry LLC, per mantenere un certo controllo sulla diffusione del nuovo dominio di primo livello. Secondo Manwin, il gestore incaricato avrebbe abusato della propria posizione chiedendo alla società di acquistare le versioni “.xxx” degli indirizzi web dei suoi siti pornografici, evitando così che li potessero acquistare altre aziende per realizzare siti “cloni” sfruttando il nome molto conosciuto dei domini originali.

L’indirizzo web pornhub.com appartiene a Manwin, per esempio, ma qualche altra società avrebbe potuto acquistare il dominio pornhub.xxx per dirottare parte degli utenti verso il proprio sito imitazione, a scapito del sito originale. La richiesta di ICM Registry avrebbe portato a un aumento ingiustificato dei costi di gestione per Manwin e la sua piccola galassia di siti pornografici, che ora chiedono in tribunale una compensazione.

La causa è stata depositata presso la Corte distrettuale del Distretto centrale della California. Manwin chiede ai giudici che l’intero sistema dei nuovi domini “.xxx” venga bloccato e che siano rivisti i contratti, oppure che l’ICANN provveda a controllare i prezzi e la condotta di ICM. I legali del gestore dei domini ritengono le richieste di Manwin infondate e dicono di volerlo dimostrare al più presto ai magistrati. Della vicenda si sta occupando anche l’ufficio legale dell’ICANN.

«Il dominio “.xxx” è un costo aggiuntivo non necessario per tutti, e non porta alcun beneficio alle società che si occupano dell’intrattenimento per adulti» dice Kevin Gaut, uno dei legali di Manwin. La società non è per ora interessata alla registrazione di nuovi domini, spiegano sul Wall Street Journal, tuttavia non esclude di registrarne di nuovi in futuro. La società gestisce buona parte dei siti che offrono video pornografici in streaming come Tube8, XTube, PornHub, SpankWire e Keezmovies. Gestisce anche i siti di Playboy e quelli del produttore di contenuti pornografici Digital Playground.

ICM ha di recente annunciato di aver ottenuto circa 80mila richieste di registrazione per nuovi siti web “.xxx”, un numero più basso di quanto inizialmente ipotizzato dall’ICANN. I domini saranno messi a disposizione di chi ne ha fatto richiesta a partire dal prossimo 6 dicembre.