L’ingegnere Thomas Dwyer mostra l’esoscheletro bionico ad Amanda Boxtel, in sedia a rotelle, e al pubblico durante la presentazione a Londra

(Dan Kitwood/Getty Images)

I nuovi esoscheletri bionici

Presentati oggi a Londra, permettono a chi ha subito lesioni spinali di stare in piedi e camminare

L’ingegnere Thomas Dwyer mostra l’esoscheletro bionico ad Amanda Boxtel, in sedia a rotelle, e al pubblico durante la presentazione a Londra

(Dan Kitwood/Getty Images)

La società statunitense Ekso Bionics ha presentato oggi a Londra il nuovo “Bionic Exoskeleton” (esoscheletro bionico), un esoscheletro robotico indossabile, alimentato a batterie, progettato per permettere di stare in piedi e camminare a chi ha subito lesioni spinali ed è costretto a utilizzare la sedia a rotelle. Non è il primo modello sviluppato da Ekso Bionics: la società esiste dal 2005 e ha già presentato diversi tipi di esoscheletro.

Gli esoscheletri sono apparecchi cibernetici esterni progettati per proteggere o assistere chi li indossa. I ricercatori di Ekso Bionics non sono quelli che li hanno inventati: i primi prototipi sono stati sviluppati negli anni Sessanta dall’esercito americano in collaborazione con la General Electric per proteggere i soldati e per permettere loro di sollevare e trasportare grandi pesi senza fatica, anche camminando o correndo (sì, una cosa tipo Ironman). Lo studio sugli esoscheletri è proseguito in Giappone e negli Stati Uniti, per usi militari, sempre con funzioni di protezione e assistenza nel trasporto dell’equipaggiamento, e per usi civili, per assistere le persone con menomazioni fisiche o disabilità e per supplire con strutture robotiche le disfunzioni neurologiche e muscolari.

Eythor Bender, amministratore delegato e sviluppatore di Ekso Bionics (che allora si chiamava Berkeley Bionics) aveva presentato due dei loro esoscheletri per un Ted Talk del 2005 e ne aveva mostrato il funzionamento.