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  • sabato 9 Luglio 2011

È nato il Sud Sudan

Le foto della festa del più giovane stato del mondo

Oggi è nata ufficialmente la Repubblica del Sud Sudan, il più giovane stato del mondo. Migliaia di persone hanno festeggiato allo scoccare della mezzanotte per le strade della capitale Juba. Nel corso della giornata ci saranno parate militari, la presentazione ufficiale della bandiera e l’insediamento del primo presidente, Salva Kiir, che firmerà una costituzione transitoria in attesa che il nuovo governo definisca il testo completo. Il nuovo stato avrà un’estensione pari a quella della Francia.

Il referendum dello scorso gennaio aveva decretato la secessione del sud del Sudan dal resto del paese. La guerra tra nord e sud del Sudan era durata oltre vent’anni – dal 1983 al 2005 – causando più di due milioni di morti e quattro milioni di dispersi. Gli accordi di pace firmati nel 2005 tra il governo di Karthoum e l’esercito di liberazione (Sudan People’s Liberation Army) garantivano tre cose fondamentali al sud: partecipazione al governo centrale, spartizione al 50 per cento delle risorse petrolifere del paese (le risorse maggiori si trovano al sud) e possibilità di votare per la secessione con un referendum nel 2011. Da quando il Sudan ottenne l’indipendenza dal Regno Unito, nel 1956, gli abitanti del sud sono stati marginalizzati, terrorizzati e sottoposti a continue vessazioni e violazioni di diritti civili e umanitari da parte dei vari regimi di Karthoum.

Il conflitto tra nord e sud del Sudan ha radici etniche, religiose ed economiche. Il sud è a maggioranza animista e cristiana, mentre il nord è a maggioranza musulmana. Ma è soprattutto il petrolio il motivo che ha intensificato gli scontri degli ultimi tempi. I pozzi petroliferi sono quasi tutti nel sud – che dispone dell’80 percento delle risorse petrolifere di tutto il paese – ma gli oleodotti corrono verso nord perché il sud è privo di sbocchi sul mare. Una volta arrivato a Port Sudan, nel Mar Rosso, il petrolio viene raffinato e poi caricato sulle navi per l’esportazione.  Al momento nord e sud dividono i proventi al cinquanta percento, ma il sud dice che è tempo di cambiare l’accordo: dal momento che i giacimenti si trovano lì, è a loro che devono andare la  maggior parte dei profitti. Al momento il conflitto riguarda soprattutto la regione di Abyei, al confine tra i due stati. l presidente del Sudan, Omar al Bashir, ha detto che non riconoscerà l’indipendenza del Sud Sudan se pretenderà di avere il controllo su Abyei. L’ONU ha disposto il dispiegamento sul confine di quasi duemila soldati.

Nonostante la sua ricchezza petrolifera, il sud del Sudan è una regione estremamente povera, stremata dalla guerra civile e dalla totale assenza di investimenti da parte del governo centrale. I suoi oltre dieci milioni di abitanti vivono di agricoltura su territori prevalentemente desertici e i suoi abitanti vivono in media con meno di un dollaro al giorno. È la regione con la percentuale più alta di mortalità legata al parto e con il più alto tasso di analfabetismo (nove donne su dieci sono analfabete). Al momento ha solo un malridotto ospedale per oltre cinque milioni di abitanti.

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