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  • giovedì 26 Maggio 2011

La caduta di John Edwards

La storia del politico democratico americano che in pochi anni ha distrutto la sua carriera e il suo matrimonio, e ora rischia la prigione

di Francesco Costa

Chi segue con qualche interesse la politica statunitense si ricorderà probabilmente di John Edwards. Politico democratico, noto per le sue appassionate battaglie per le classi sociali più deboli e per il suo taglio di capelli particolarmente cotonato, eletto senatore in uno stato storicamente repubblicano come il North Carolina, per qualche tempo si pensò che potesse arrivare alla Casa Bianca. Lui provò a candidarsi due volte. La prima volta, nel 2004, Edwards fu sconfitto alle primarie da John Kerry, che poi lo scelse come candidato alla vicepresidenza. La seconda volta, nel 2008, fu schiacciato dalla sfida serrata tra Hillary Clinton e Barack Obama. Delle cose che sono successe del frattempo a queste persone, due sono di dominio pubblico, una lo è meno. Barack Obama è diventato presidente degli Stati Uniti. Hillary Clinton è diventata Segretario di Stato. John Edwards ha visto distrutta la sua carriera politica e rischia di andare in prigione.

Tutto comincia proprio durante l’ultima campagna di Edwards per la presidenza. È il 2007 e il National Enquirer, un tabloid scandalistico americano, scrive che Edwards ha una relazione extraconiugale con una donna che lavora alla sua campagna elettorale. Le sue generalità non vengono diffuse ma nel giro di qualche giorno emerge che la donna in questione è Rielle Hunter, una regista che era stata assunta da Edwards per realizzare dei video sulla campagna elettorale. Sul momento sia Edwards che Hunter (che si scoprirà poi essere incinta) negano quanto affermato dal tabloid e il caso infatti non influenza la campagna elettorale. Edwards si fa vedere in giro contento con sua moglie e la storia sembra uno dei molti pettegolezzi privi di fondamento messi in giro dal National Enquirer.

La campagna elettorale di Edwards si conclude il 30 gennaio del 2008, quando a seguito delle sconfitte in Iowa e New Hampshire il candidato decide di sospendere le sue attività e ritirarsi dalla competizione. A maggio Edwards appoggia ufficialmente Obama, che a giugno ottiene i voti necessari a garantirsi la nomination per il Partito Democratico. Nel frattempo continuano a circolare le voci sulla relazione tra Edwards e Hunter, ma senza prove. L’8 agosto del 2008, a due settimane dall’inizio della convention dei democratici, Edwards diffonde un comunicato stampa in cui ammette di avere avuto quella relazione extraconiugale ma nega di essere il padre della bambina nata pochi giorni prima da Rielle Hunter. Un altro assistente di Edwards, Andrew Young, dice di esserne il padre.

Nel 2006 ho fatto un grave errore, che mi ha portato a comportarmi in modo sleale nei confronti della mia famiglia e dei valori in cui credo. Ho riconosciuto il mio errore, ho detto a mia moglie della liaison che ho avuto con un’altra donna e le ho chiesto perdono. Sono stato sincero con la mia famiglia in ogni minimo dettaglio, pure nei più dolorosi, ma non ho detto niente in pubblico. Quando un tabloid ha diffuso una versione della storia, ho approfittato delle sue molte incongruenze per negarla del tutto. Ma essere onesto al 99 per cento non è più abbastanza.

Lo stesso giorno anche sua moglie Elizabeth diffonde un comunicato in cui ammette di essere a conoscenza dell’errore del marito e lo elogia per il “coraggio” con cui ha affrontato “la vergogna”. Anche lei nega che suo marito sia il padre della bambina che Hunter darà alla luce. La questione della paternità della bambina appare comunque poco chiara, visto che il certificato di nascita della bambina non contiene alcun cognome paterno. Sempre nell’agosto del 2008, succede qualcosa di ancora più grave: Frederick Baron, il responsabile finanziario della campagna elettorale di Edwards, dice di aver provveduto finanziariamente al mantenimento di Rielle Hunter e Andrew Young all’insaputa di John Edwards, senza usare il denaro raccolto in campagna elettorale. Altri giornali hanno raccontato di come Rielle Hunter fosse stata spostata in una località segreta per metterla al riparo dai giornalisti. Negli Stati Uniti utilizzare per altri scopi il denaro raccolto per la campagna elettorale è un reato punito con il carcere.

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