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  • mercoledì 23 Febbraio 2011

La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio – Episodio 15

Ultimo episodio del libro di Enrico Brizzi pubblicato dal Post: «Io? Io bado al lavoro, e di politica non mi occupo».

Le puntate precedenti di La vita quotidiana in Italia ai tempi di Silvio (Laterza)

Arriverà  un’altra primavera, nonostante il Silvio e tutte le televisioni, e il paese rifiorirà dalla Vetta d’Italia a Capo Passero.
La neve che oggi ammanta le montagne ingrosserà per settimane i ruscelli, e si tingeranno d’una nuova qualità di verde i paesaggi a onde delle Langhe e della Valdorcia, la piramide del Vesuvio e l’altra, immane e misteriosa, dell’Etna che scalda e squassa la terra.
Simili a specchi saranno le risaie del Vercellese e della Lomellina, e contro il profilo del Monte Rosa si leveranno in volo gli aironi; immensa è  l’Italia, a misurarla a suon di passeggiate, e ancora sconfinato è lo spazio fra due città come Torino e Milano, o fra la prima capitale e Genova, la vecchia repubblica incorniciata fra mare e Appennino.
Si riempiranno di voci i Murazzi e il Sempione, le Cascine di Firenze, Villa Ada e Trastevere; al sabato tornerà la folla sulla spiaggia del Poetto, all’Argentario e sui lidi dell’Adriatico, e si popoleranno uno ad uno anche le mille cale e golfi del Tirreno, i lidi dell’Elba e delle isole minori.
I ragazzi ricominceranno a fare tardi, e torneranno a vivere le mille piazze, portici e scalinate d’Italia dove è ancora consentito fare conversazione, innamorarsi e scambiare opinioni senza dover pagare un biglietto.
Chi è in cerca di compagnia si presenterà alla solita panchina, giù alla villa comunale, o scenderà a prendere l’aperitivo sul corso; altri stazioneranno davanti ai pub, la birra in una mano e la sigaretta nell’altra; in primavera fa buio tardi e, se gli amici sono quelli giusti, si può proseguire la baldoria a cena, o anche più in là.
Chi suona in città, stasera? E chi s’è visto ieri?
Marracash ha fatto l’alba coi ragazzi davanti al Praga, Davide detto Boosta ha firmato un centinaio di autografi non appena si è seduto al tavolino, e Fabri era di ritorno a Senigallia dopo il suo viaggio televisivo per l’Italia; alla serata rockwild del Wake Up c’era mezza Pescara, a Bologna il Covo era stipato, mentre a Catania, alle quattro del mattino, c’erano ancora liceali in giro che giuravano di avere visto Manuel Agnelli, mentre altri dicevano che no, era quello delle Vibrazioni.
Peccato solo che Federico si sia convinto di avere inghiottito polvere di vetro, che Lelio abbia pisciato nella hall dell’albergo, e che al batterista degli Zen Circus qualcuno abbia fregato il portafortuna.
«…Certo, ma peccato soprattutto che abbiano fermato proprio noi, alle tre e quaranta del mattino, lanciati sul tratto Civitavecchia-Livorno dell’Aurelia. Da una parte mezza band sprofondata nel sonno dei giusti nonostante lo stereo a palla, dall’altra giubbotti antiproiettile, mitragliette e poca voglia di scherzare. All’inizio è stata brutta: pila puntata in faccia ai dormienti, sveglia, giù tutti, e mani in vista! Cosa siete, musicisti? Dico di sì, e quelli cominciano a controllare il furgone come avessi risposto ‘Sbagliato, signore. Siamo il gruppo di fuoco della banda Baader-Meinhoff’. All’inizio è una rottura, poi non viene fuori che uno di loro è un fan degli Iron Maiden? Allora tutti noi a dire quanto spaccano, i merdosi Iron, tanto per creare un dialogo. E alla fine com’è andata? Così così, ma poteva andare peggio.»
Fortuna che oggi è un altro giorno, e stasera un’altra notte.

Allora che si fa, uh?
Come ci si veste? E all’Osteria del Sole viene anche l’amica carina di tua sorella?
A Fidenza c’è lo spettacolo di Bebo Storti; a Parma il cinema in piazza; a Correggio il monologo di Travaglio, a Carpi Frankie Hi-Nrg; all’Arena del Sole arriva Guzzanti, fortissimo lui lì, al Rock Island si esibisce la cover-band dei Nirvana con mio cugino Caio alla batteria, mentre alla Duna degli Orsi va in scena un gruppo di musica surf spet-ta-co-la-re. No, non californiani. Di Vicenza, ma suonano che è un piacere, e poi ci scappa come niente il bagno di mezzanotte.
E il MiAmi Festival com’è stato, quest’anno? Solite perle in mezzo alle zanzare dell’Idroscalo? E a ItaliaWave chi suona? E ad Arezzo, a Lecce, al Sunsplash? E all’Heineken, al Mtv day, al Neapolis? E l’Independent Days… C’è ancora? E le serate folgoranti al teatro Le Cave, sotto la volta stellata dell’Adriatico? E Rock in Idro, il Beach Bum, il festival al Lazzaretto d’Ancona?
Perdiamo colpi, altri ne mettiamo a segno, ma qualcuno conosce già le date precise del Mei dell’anno prossimo? E anche, magari, dove si comprano i biglietti per il Premio Tenco?
Comunque mi ha scritto un kid dalla provincia di Brescia per organizzare una data; a me la santa ragazza che gestisce la Cantina Mediterraneo a Frosinone; a me, invece, la casa della cultura di Novoli, Lecce: sta’ a vedere che si organizza un piccolo tour prima che sorga l’estate.
Non si fermerà il rock ’n’ roll, con le sue testate Marshall e Orange, le Gibson e i Jazzmaster, le batterie da caricare in solitudine, i microfoni che costano un fottìo, i fiumi di birra e le schiene tatuate delle ragazze-angelo.
Non si fermerà l’amore che nasce sull’erba tenera, non si spegnerà la forza delle madri, né l’amicizia più forte di ogni legge.
L’Italia sarà sempre l’Italia, con Silvio o senza, e questa è forse l’unica rivincita che il paese reale saprà prendersi ai danni del leader.
Che faccia avremo dopo il Silvio, e con quale voce parleremo, però, possiamo solo provare a immaginarlo.

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