• Scienza
  • mercoledì 5 Gennaio 2011

Cosa sappiamo degli uccelli morti in Arkansas

Si fanno le prime credibili ipotesi sulle cause della morte di migliaia di merli, la notte del 31 dicembre

Da alcuni giorni esperti e ricercatori si interrogano sulle cause che hanno portato alla morte improvvisa di alcune migliaia di esemplari di merlo ad ali rosse in Arkansas. In poche ore, più di tremila uccelli sono precipitati al suolo in un’area ampia un chilometro quadrato nella città di Beebe. La notizia, insolita e inquietante, è stata ripresa da giornali e televisioni, ma al momento non ci sono ancora informazioni certe su cosa abbia potuto causare la fine di un numero così alto di merli in poche ore in un’area di territorio così ristretta. Un episodio analogo si è verificato anche in Louisiana con la morte di circa 500 esemplari, sempre di merli ad ali rosse.

I volatili sono stati raccolti dalle autorità dell’Arkansas e alcuni campioni saranno analizzati per capire qualcosa di più sullo strano episodio. Alcune indagini preliminari condotte da un gruppo di esperti hanno portato a una prima conclusione: gli uccelli sono morti a causa di un evento traumatico e non per una epidemia di qualche tipo. Se fossero stati malati, fanno notare i veterinari, i merli sarebbero morti a terra e non in volo poiché difficilmente gli uccelli non in salute riescono a volare, prendere quota e coprire ampie distanze.

Quasi tutti gli esemplari analizzati presentavano i segni di un forte trauma al petto. Sono state rilevate tracce di emorragie interne, probabilmente dovute all’impatto in volo e a quello con il suolo, mentre gli organi interni non avevano particolari lesioni, ulteriore indizio per escludere epidemie o altre particolari patologie.

Alcuni rumori molto intensi, forse dovuti ai festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno, potrebbero essere la causa dell’evento traumatico per i merli. I forti rumori potrebbero aver disorientato questi animali, portandoli a volare disordinatamente e a sbattere l’uno contro gli altri in volo fino a procurarsi ferite gravi, tali da farli precipitare al suolo.

Come ricorda Paolo Attivissimo sul suo blog, i merli non ci vedono molto bene di notte e solitamente evitano di compiere grandi spostamenti in volo, salvo non ci sia qualcosa che li spaventa. I rumori forti e improvvisi possono aver indotto diverse centinaia di esemplari a spiccare il volo dai loro nidi.

Al momento questa ipotesi rimane la più accreditata tra gli esperti, spiega CNN, ma l’evento rimane comunque singolare poiché è raro che un così alto numero di uccelli muoia per simili cause. Si tratta di un episodio insolito, dicono gli ornitologi, ma casi analoghi furono già registrati in precedenza e solo ulteriori indagini potranno confermare le ipotesi per ora circolate sulla fine dei tremila merli.

Sempre in Arkansas le autorità sono alle prese con un’altra moria, questa volta di pesci. A circa 250 chilometri di distanza da Beebe, sono stati ritrovati circa centomila esemplari di pesci morti. L’episodio è difficilmente riconducibile a quello dei merli non solo per la distanza, ma anche per la natura stessa dei due eventi. In questo caso sembra si tratti di pesci appartenenti a una specifica specie, dunque la causa potrebbe essere quella di una epidemia e non di un avvelenamento delle acque.