I grizzly pigri e obesi del Montana

La popolazione di orsi è in continuo aumento e molti vanno in cerca di cibo fino ai centri abitati

Da inizio anno sono stati abbattuti almeno 45 esemplari dai cacciatori e dalle autorità

I grizzly d’America stando diventando pigri e obesi quasi quanto Yoghi, l’orso goloso di cestini da picnic ideato nel 1958 da William Hanna e Joseph Barbera con la collaborazione del disegnatore Ed Benedict. Il numero di grizzly nell’area delle Montagne Rocciose è in costante crescita e comporta il progressivo allontanamento di questi animali dai loro habitat naturali. Gli orsi si spostano verso le aree abitate dove hanno più probabilità di trovare cibo e spesso rinunciano alla caccia di piccoli mammiferi, preferendo i campi delle coltivazioni estensive, spiegano sul Guardian.

«Abbiamo orsi che trascorrono tutta l’estate mangiando l’avena nei campi, insieme con alci e cervi, diventando sempre più grassi» spiega Jamie Jonkel, uno dei responsabili del Montana Fish, Wildlife and Parks, l’agenzia statale che si occupa della conservazione delle risorse naturali. «Hanno iniziato ad amare la vita comoda, proprio come l’americano medio.»

Nel corso dell’estate diversi esemplari raggiungono le zone montane dove l’uomo non si è ancora insediato, ma la maggior parte degli orsi preferisce rimanere alle quote più basse dove trova facilmente il cibo. Questi animali rinunciano alla caccia degli altri mammiferi, limitando la loro dieta al consumo di grandi quantità di vegetali. Molti grizzly rimangono nei campi a poltrire e, racconta Jonkel, non è raro vedere qualche ragazzino che gioca nella campagna poco distante da un orso che si riposa dopo essersi rimpinzato di avena ed erba medica.

Stando all’ultimo censimento condotto per contare gli orsi, nell’area compresa tra il parco nazionale di Yellowstone e le aree del Wyoming, del Montana e dell’Idaho vivono almeno 603 grizzly. Il numero di esemplari è triplicato dal 1975 a oggi, quando la caccia agli orsi fu vietata per proteggere la specie. Il censimento è probabilmente in difetto, dicono gli esperti, e dunque nella grande area potrebbero vivere molti più esemplari.

L’aumento della popolazione ha creato il problema del reperimento del cibo nelle aree selvatiche. L’infestazione causata da un coleottero ha fatto morire enormi quantità di pini peggiorando la situazione, poiché gli orsi nel tardo periodo estivo e in autunno si nutrono principalmente di pinoli.

In realtà il problema non è solamente dato dall’aumento del numero di esemplari di grizzly, ma anche dal progressivo avvicinamento degli insediamenti abitati alle aree selvatiche dove gli orsi solitamente vivono. Grizzly ed esseri umani si stanno avvicinando reciprocamente e la convivenza non è sempre facile.

Si stima che nell’anno in corso siano stati uccisi almeno 45 grizzly, nella maggior parte dei casi uccisi per difesa da cacciatori o dalle autorità. Il numero complessivo secondo i responsabili delle aree naturali sarebbe però ancor più alto, intorno ai 60 esemplari. Sempre quest’anno due persone, una in Montana e l’altra in Wyoming, sono state ferite a morte dagli orsi.

Gli esperti delle aree protette e le autorità locali hanno deciso di organizzare corsi e realizzare pieghevoli per illustrare le tecniche da adottare per difendersi dagli orsi. I ranger hanno anche organizzato delle squadre di volontari per ridurre le probabilità che gli orsi si avvicinino troppe alle aree abitate. Non è così raro vedere squadre di volontari intenti a raccogliere le mele nei giardini delle persone anziane prima che i frutti possano attirare i voraci e pigri orsi.