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  • lunedì 13 Settembre 2010

Microsoft contro i dissidenti russi

Il New York Times svela come le autorità russe utilizzano le leggi antipirateria per mettere a tacere gli oppositori

Microsoft partecipa ai processi e appoggia le richieste degli inquirenti a scapito delle organizzazioni degli attivisti

Aggiornamento
In seguito all’inchiesta del New York Times, Microsoft ha deciso di approfondire i casi sospetti legati al sequestro di materiale informatico degli attivisti da parte delle autorità russe, che ufficialmente compiono i loro raid per contrastare la pirateria informatica. La società affiderà a uno studio legale internazionale, non coinvolto nei singoli casi, il compito di svolgere un’indagine indipendente. Sulla base delle conclusioni della nuova inchiesta Microsoft valuterà se perseguire o meno i propri rappresentanti legali in Russia. La società vuole anche creare un nuovo tipo di licenza gratuita dei propri programmi per le organizzazioni non governative, che potranno così avere i prodotti Microsoft senza rischiare sanzioni o controlli pretestuosi da parte delle autorità.

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Il Bajkal è il lago d’acqua dolce più profondo del mondo, si trova in Siberia e da tempo è minacciato da una cartiera, sospettata di aver inquinato l’area con gli scarichi delle sue lavorazioni. L’organizzazione Bajkal Environmental Wave si batte da diversi anni per proteggere il lago e la zona circostante ricca di risorse naturali, ma dallo scorso gennaio oltre alle autorità locali, poco clementi con i gruppi di opposizione, si è ritrovata a dover fare i conti anche con Microsoft.

Per impedire ai dissidenti e agli oppositori del governo di Vladimir Putin di far sentire la loro voce, le forze di polizia sfruttano le leggi contro la pirateria informatica sequestrando computer e attrezzature informatiche. I raid delle forze dell’ordine vengono giustificati con la necessità di ridurre la duplicazione non autorizzata del software, ma secondo gli oppositori questa tattica viene utilizzata come arma preventiva per ridurre le capacità di azione degli attivisti che contestano le politiche di Mosca. Queste operazioni di controllo interessano quasi sempre computer sui quali sono installati sistemi operativi e programmi Microsoft e, stando a una inchiesta del New York Times, la società statunitense partecipa poi ai processi come parte lesa richiedendo alle autorità di perseguire i trasgressori delle leggi contro la pirateria.

Lo scorso gennaio, alcuni agenti fecero visita alla sede di Bajkal Environmental Wave dicendo di aver ricevuto una segnalazione da un certo Dmitri Latyshev, che avrebbe notato la presenza di programmi Microsoft piratati nei computer del movimento. La segnalazione era stata scritta a mano da Latyshev il 27 gennaio e il giorno seguente gli agenti erano già nella sede dell’organizzazione per fare i controlli.

I responsabili di Bajkal Environmental Wave non avevano mai sentito prima il nome Dmitri Latyshev, ma questo dettaglio non fu preso in considerazione. Agli agenti furono mostrate le ricevute di acquisto dei programmi Microsoft e anche le scatole originali dei prodotti. ma niente da fare: un agente compilò un rapporto segnalando la presenza di software contraffatto. Complessivamente furono confiscati 12 computer, dai quali successivamente sarebbe poi sparito il bollino “Certificate of Authenticity” che certifica l’originalità dei prodotti Microsoft. Il sito web di Bajkal Environmental Wave fu sequestrato e, avendo pieno accesso ai computer, gli inquirenti appresero facilmente i piani del movimento che intendeva organizzare una protesta contro la decisione di Putin di riaprire la cartiera sul lago, chiusa dal 2008, per contrastare la disoccupazione.

Stando alla versione degli attivisti, i responsabili di Bajkal Environmental Wave inviarono la documentazione alla sede di Mosca di Microsoft per ottenere aiuto e dimostrare così di essere effettivamente in possesso di copie originali dei programmi. La speranza era quella di ottenere una conferma da Microsoft che avrebbe così indotto le autorità a ritirare le accuse. La società statunitense preferì non collaborare, ricordando che i contenziosi sulle copie pirata possono essere risolti in tribunale dall’autorità giudiziaria. Al procedimento partecipò anche Microsoft come parte lesa, come richiesto dalla legge, e sostenendo di fatto le tesi delle autorità che avevano disposto il sequestro dei computer di Bajkal Environmental Wave.

Microsoft ha assunto molti legali per contrastare il crescente fenomeno della pirateria informatica in Russia. Sembra però che alcuni di questi legali prendano troppo seriamente il loro incarico, come racconta l’attivista per i diritti degli immigrati Anastasia Denisova, accusata di pirateria informatica: «Il legale di Microsoft si è rivelato molto attivo, veniva sempre a tutte le udienze in tribunale, anche quando non era convocato. Affermò anche che mi avrebbe fatto causa, nonostante Microsoft abbia detto pubblicamente che non intende far causa ai gruppi di attivisti». Dopo aver vissuto per mesi con la minaccia di finire in carcere, Denisova è stata scagionata perché le indagini non erano state condotte correttamente.

Giornali di opposizione come la Novaya Gazeta e la Samarskaya Gazeta hanno ricevuto trattamenti simili, con controlli da parte delle autorità alla ricerca di software piratato. Kurt-Adzhiyev è l’editore dei due giornali e conferma che alle udienze gli avvocati di Microsoft si presentano regolarmente, in genere confermando le accuse degli inquirenti e della polizia: «Microsoft dice pubblicamente che non ha nessuna recriminazione in questi casi, ma poi i suoi avvocati vanno in tribunale e dicono tutto quello che vuole la polizia».

Kurt-Adzhiyev è riuscito a far decadere le accuse dimostrando di non avere software contraffatti Microsoft nelle redazioni dei due giornali, ma ormai il danno era fatto. Dai computer perquisiti sono sparite delle informazioni e una edizione locale della Novaya Gazeta ha dovuto sospendere le pubblicazioni.

Casi simili si verificano con una crescente frequenza e gli oppositori sembrano non avere dubbi: le autorità sfruttano le leggi contro la pirateria per controllare e limitare le attività degli oppositori e Microsoft non dà una mano. Contattata dal New York Times, la società ha confermato di essere a conoscenza di alcuni casi sospetti in Russia legati ai controlli delle autorità contro il software pirata. I responsabili di Microsoft si sono impegnati a intensificare ulteriormente i controlli e migliorare la formazione dei legali e degli agenti che svolgono i controlli sul territorio. La società ha in programma anche nuove formule e incentivi per offrire i propri programmi a prezzi più convenienti per le organizzazioni non governative.