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  • domenica 4 Luglio 2010

La Versilia è russa

Il sindaco di Forte dei Marmi ha deciso di attuare un piano casa per arginare l'invasione dei turisti ricchi

Quasi due terzi delle abitazioni della città sono le seconde case di ricchi imprenditori, specialmente russi

I dati riportati qualche giorno fa dal Corriere della Sera parlano chiaro: su 7700 abitazioni di Forte dei Marmi, solo 3200 sono di proprietà dei residenti. Le altre 4500 sono seconde case, come vuole l’identità prevalentemente turistica della città: ma da alcuni anni una gran parte di queste case è stata in particolare acquisita da ricchi imprenditori russi, che ormai da diversi anni stanno colonizzando la località toscana e altre zone della Versilia. L’aumento conseguente del costo della vita è all’origine di una costante diminuzione del numero dei residenti e della comunità locale, cominciata alla fine del secolo scorso.

Il sindaco della città, Umberto Buratti del PD, ha deciso di bloccare almeno in parte questa tendenza, cercando di ridare Forte dei Marmi in mano ai suoi cittadini, e ricreare una comunità che si sta pian piano sfaldando. Il consiglio comunale della città ha approvato un Piano Casa che ha l’obiettivo di riservare parte delle abitazioni ai cittadini autoctoni, o almeno a chi abbia intenzione di farne la sua prima residenza. Abbassando i prezzi, cresciuti sempre di più con l’arrivo dei ricchi turisti, anche nel tentativo di spingere più giovani a comprare casa in città.

“Nella prima parte del Piano — spiega Buratti — abbiamo previsto 50 alloggi su suolo pubblico, ognuno dei quali con una superficie utile lorda di circa 150 metri quadrati e prezzi di mercato accettabili. Case riservate a residenti, o comunque a persone nate nel nostro comune, e non alienabili per vent’anni. Inoltre, nello stesso piano, sono stati previsti altri 25 alloggi, stavolta su terreni privati, destinati sempre a compratori residenti e vincolati per vent’anni. Poi ne saranno decisi altri”.

Il Corriere scrive che un provvedimento simile era già stato preso in altre località del nord, ma che aveva incontrato problemi di carattere legislativo. È possibile, però, che con la situazione attuale il piano di Forte dei Marmi potrebbe avere maggior successo.

Oggi anche il Guardian si occupa della demografia del Forte, spiegando come nonostante la crisi economica siano parecchie — circa 500 solo quest’estate, secondo le agenzie immobiliari che si fregano le mani — le famiglie russe che passeranno l’estate a Forte dei Marmi, seguendo l’esempio di supermiliardari come Roman Abramovich. A più di 100.000 euro per affittare una villa per la stagione; e milioni di euro, fino e oltre i 20, per acquistarle.

“Cinque milioni è ormai la norma, ma se si va solo qualche chilometro nell’entroterra il prezzo scende di due terzi, ed è lì che sono spariti gli abitanti del posto”, ha spiegato Umberto Giannecchini, un agente immobiliare della zona.

I russi arrivano a spendere 15.000 euro per una nottata in discoteca, magari al Twiga, la discoteca di Flavio Briatore, Marcello Lippi, Paolo Brosio e Daniela Santanchè, dove prenotare un tavolo nella zona VIP costa 1.000 euro. E come scriveva l’Espresso nell’estate del 2008 l’invasione russa va ben oltre le spese per gli affitti e divertimenti. Oltre alle ville, i russi hanno comprato terreni e alberghi, e hanno continuato con i bagni e le discoteche.

Alcune società russe con uffici offshore hanno presentato offerte fino a due-tre milioni di euro per acquisire la gestione di pezzi di costa a Marina di Pietrasanta, a Sud. E appena più a Nord, ai Ronchi di Marina di Massa, è finita in mano russa una delle spiagge dove ancora sopravvivono tamerici e dune di sabbia. Prezzo pagato per la concessione su suolo demaniale, si dice, un milione e mezzo di euro. E un progetto già pronto. Addio bagni a conduzione familiare, con il pedalò sul bagnasciuga e il fritto di calamari sotto la veranda a pranzo. Gli imprenditori che hanno comprato la gestione, due businessmen di Mosca di 42 e 37 anni, puntano ai connazionali con i bigliettoni da 500 euro in tasca.

Tutto questo fa nascere un “mercato drogato” che oltre all’allontanamento dei cittadini ha portato alla chiusura di molti negozi storici della zona.

Voglio riportare gli artigiani locali in centro”, ha detto Milly Moratti, la moglie di Massimo. “I sarti e i panettieri favolosi dei miei ricordi di bambina sono stati quasi completamente rimpiazzati da negozi di moda.”

Ma la tendenza sembra difficile da invertire e la migrazione russa è incentivata da nuovi collegamenti aerei. Oltre alo costo della vita, molti degli abitanti criticano anche il comportamento degli ospiti, che tendono a fare un eccessivo e deliberato sfoggio della loro ricchezza. Fabrizio Gatti sull’Espresso raccontava che

Basta chiedere al titolare di un ristorante, farsi prendere come cameriere per una sera e guardare da vicino. C’è chi stappa bottiglie d’annata 2005 di Romanée Conti da tremila euro per berlo con la pizza. Chi paga in contanti quattromila euro per due bottiglie di rosso e una di vino da dessert. Chi lascia persino 1400 euro di mancia.

Naturalmente gli esercenti – come quelli del ristorante al Cinquale a cui due coppie di russi l’estate scorsa lasciarono 4200 euro di mancia – sono meno critici.