La guerra dei bottoni, contro il velcro

I soldati statunitensi in Afghanistan vogliono i bottoni al posto del velcro che si usura, si sporca e fa rumore nei momenti meno opportuni

A partire da agosto le nuove divise avranno meno chiusure con le bande adesive

Il velcro potrebbe essere presto congedato dall’esercito statunitense. Le continue segnalazioni e proteste dei militari al fronte, specialmente in Afghanistan, hanno indotto gli alti comandi a ripensare in parte le attuali divise per liberarle dal celebre sistema di chiusura che si usura rapidamente e diventa spesso inservibile a causa della sabbia e del fango. Il velcro è inoltre un compagno poco discreto dei soldati durante gli appostamenti: aprire una tasca diventa un’operazione rumorosa e fa aumentare le possibilità di essere scoperti.

Da diverso tempo i militari segnalano i loro problemi con il sistema di chiusura, così un anno fa l’esercito statunitense ha iniziato a sperimentare alcune soluzioni alternative per risolvere il problema. A partire dal prossimo agosto, per esempio, i soldati diretti in Afghanistan riceveranno un nuovo tipo di pantaloni per la loro divisa con un minor numero di bande di velcro, ha spiegato un portavoce dell’esercito a USA Today.

La sostituzione non è dovuta solamente all’impossibilità di utilizzare il velcro nella polvere delle montagne e delle aree desertiche, ma anche alla scarsa tenuta delle chiusure quando si hanno molti oggetti in tasca, come segnalato da numerosi soldati sul campo. Il problema delle polveri rimane del resto uno dei principali grattacapi per l’esercito americano, come spiega Loren Thompson del Lexington Institute:

«Questa è l’ennesima prova che la polvere e i detriti sono i più grandi nemici dell’esercito statunitense. Gli attacchi dei talebani vanno e vengono, ma la polvere è una costante in Afghanistan. Le polveri impediscono il corretto funzionamento di qualsiasi cosa.»

Tra i soldati e gli ufficiali al fronte la nuova parola d’ordine sembra essere una sola: bottoni. Il sergente Kenny Hatten non ha molti dubbi in proposito:

«Liberiamoci delle tasche chiuse col velcro e ridateci indietro i bottoni. I bottoni sono silenziosi, facili da rimpiazzare sul campo, funzionano anche nel fango, non si intasano di sporcizia e non si sfilacciano o disintegrano in seguito ai ripetuti lavaggi».

Prima di ridurre la quantità di velcro nelle divise, i responsabili dell’esercito statunitense hanno deciso di condurre una serie di test coinvolgendo circa 2.700 soldati. Il 60% dei militari ha espresso la propria preferenza per le divise con più bottoni, il 29% per i bottoni a pressione e solamente l’11% per il velcro. L’esercito ha così deciso di cambiare i pantaloni delle divise, sostituendo le chiusure delle tasche in velcro con tre semplici bottoni. Il nuovo accorgimento porta anche a un bel risparmio, stimato in circa 96 centesimi di dollaro per ogni uniforme.

Nonostante le modifiche apportate, il velcro è destinato ad accompagnare ancora a lungo i soldati statunitensi nelle loro missioni. I polsini delle maniche delle uniformi lo utilizzano e le bande adesive sono presenti anche sulle spalle e sul petto delle casacche per le etichette recanti il nome del soldato e la compagnia di appartenenza.