Il nostro uomo nel PDL

Il deputato Cassinelli presenta un emendamento sull'obbligo di rettifica per i blog

Già l'anno scorso Cassinelli aveva fatto abrogare la norma che poteva oscurare Facebook e Youtube

Il deputato del PDL Roberto Cassinelli ha presentato un emendamento alla norma della legge sulle intercettazioni che obbliga i blog a pubblicare le richieste di rettifica in 48 ore o pagare fino a 12.500 euro di multa. La norma è al centro di grandi discussioni in rete, e ieri il Partito Democratico ha lanciato una campagna per chiedere la sua rimozione.

“Credevo avessimo avuto più tempo”, spiega Cassinelli, “ma per una volta il Parlamento italiano ha dimostrato di funzionare con efficienza: già da oggi il ddl intercettazioni sarà discusso in Commissione giustizia a Montecitorio”.

L’emendamento di Cassinelli non abrogherebbe del tutto la norma ma si limiterebbe a modificarne gli effetti. Questo perché, come dice lo stesso deputato PDL, “un emendamento di tal tenore avrebbe possibilità di vedersi approvato”, e perché comunque secondo Cassinelli il principio del dovere di rettifica per i blogger non è di per sé sbagliato. Queste le principali modifiche che sarebbero apportate al testo di legge, qualora l’emendamento venisse approvato.

Non si parla più di posizionamento, caratteristiche grafiche, visibilità e metodologia d’accesso alla rettifica: semplicemente si dice che essa va inserita in calce al contenuto cui fa riferimento. Il termine entro il quale si deve adempiere è di 48 ore per i siti di testate registrate, e di 7 giorni per i siti non registrati. Al di là delle divergenze di carattere strutturale (una redazione professionale ha sempre la possibilità di intervenire sulle proprie pagine, mentre un blogger potrebbe essere in vacanza lontano dal PC), non va dimenticato che – mentre una testata registrata ha dei recapiti chiari – non è sempre così (anzi, non lo è nella maggior parte dei casi) per i siti e blog amatoriali. Per questo l’emendamento fa decorrere il termine di 7 giorni per i siti non registrati “dal momento in cui il gestore della pagina, che agisce anche in forma anonima, prende a carico la richiesta di rettifica”. […] Non si può pensare di punire allo stesso modo, in caso di inottemperanza, l’editore del Corriere della sera ed un blogger amatoriale. Quindi, per i siti “senza scopo di lucro” (cioè i siti gestiti amatorialmente) la sanzione è sensibilmente ridotta. Unica condizione: che all’interno del sito sia indicato un indirizzo e-mail valido (l’indirizzo può ovviamente essere di fantasia: nessuno obbliga il blogger a svelare la propria identità).

Già in passato Roberto Cassinelli aveva disinnescato alcune norme pericolose e controverse riguardanti internet e i blog. Nel 2008 Cassinelli presentò un disegno di legge definito “Salvablog”, in opposizione a quello – “Ammazzablog” – del centrosinistra e dell’allora sottosegretario Ricky Levi. Nel febbraio 2009 invece Cassinelli presentò un emendamento alla famigerata misura proposta dal senatore D’Alia (quella di cui è oggetto la catena di Sant’Antonio che gira molto in questi giorni), che se fosse diventata legge avrebbe reso possibile l’oscuramento di Youtube o Facebook in presenza di “apologie di reato”. L’emendamento fu approvato, cancellando così la norma D’Alia dal pacchetto sicurezza.