Sei un multitasker?

Il New York Times propone due test cognitivi per misurare la nostra capacità di concentrazione

Ricerche dimostrano che internet e le nuove tecnologie stanno cambiando il modo in cui lavora il nostro cervello

Ieri un articolo del New York Times ha analizzato le diverse ricerche scientifiche che stanno cercando di stabilire quanto internet e le nuove tecnologie stiano cambiando il nostro cervello, argomento tornato d’attualità con l’uscita del libro “The shallows” di Nicholas Carr, l’autore di “Google ci rende stupidi?“, l’articolo che un anno fa sull’Atlantic Monthly innescò il dibattito sulla questione.

A corredo dell’articolo, il quotidiano ha proposto due test congitivi per verificare le vostre capacità di multitasking e il livello di concentrazione che riuscite a raggiungere, minato — secondo le ricerche — dai continui input differenti che riceviamo passando ore in internet. Il primo volontario del Post a sottoporsi al test lo ha abbandonato a metà, annoiato, e siamo indecisi se considerare questo risultato un buon indizio sulla nostra (o almeno sulla sua) mancata capacità di focalizzazione.

Il primo test serve a “misurare” la capacità di concentrazione. Il nostro compito è quello di capire se dei rettangoli rossi, accerchiati da altri rettangoli blu, ruotino o meno tra un’immagine e l’altra. Il secondo volontario del Post a sottoporsi al test — uno che passa una media di dieci ore al giorno davanti al computer — è andato decisamente bene, dando il 100% delle risposte giuste.

Il secondo test serve invece a misurare la capacità di multitasking, ovvero quanto velocemente siete in grado di passare da un input ad un altro. In questo caso, usando le frecce direzionali della tastiera dovrete indicare se una lettera sia vocale (vowel) o consonante (consonant), o se un numero sia pari (even) o dispari (odd). Oltre al numero di risposte giuste, conterà soprattutto il tempo che ci avrete messo a darle. Anche in questo test il nostro volontario è andato stranamente bene, non sbagliandone nessuna e mettendoci poco tempo. Il che, a essere sinceri, fa sorgere qualche dubbio sul reale funzionamento del test.