Il conflitto d’interesse della febbre suina

Il rapporto sui conflitti d'interesse nell'Organizzazione Mondiale della Sanita è stato pubblicato sul British Medical Journal

Gli scienziati che hanno redatto le linee guide sull'uso dei vaccini anti-H1N1 avevano avuto legami con le aziende farmaceutiche

Un’inchiesta pubblicata sul British Medical Journal ha fatto luce su conflitti d’interesse che mettono in dubbio la trasparenza delle rilevazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla pericolosità del virus H1N1, comunemente conosciuto come “febbre suina”.

Si è infatti scoperto che i tre esperti consultati dall’organizzazione per tracciare le linee guida sull’uso dei vaccini per affrontare la malattia avevano tutti lavorato in precedenza per la Roche, la casa produttrice del Tamiflu, e per la GlaxoSmithKline, produttrice del Relenza, due delle aziende farmaceutiche che hanno poi guadagnato con la vendita dei vaccini anti-H1N1.

Nonostante le 18.000 morti correlate all’infezione, il rapporto dell’OMS, come scrive Al Jazeera, si è rivelato decisamente più allarmista rispetto al pericolo reale. I tre esperti — Fred Hayden, Arnold Monto, Karl Nicholson — avevano svolto parti diverse del lavoro, redatto per consigliare i governi sul da farsi in merito ai vaccini. I tre, interrogati, hanno spiegato che non avevano nascosto all’OMS i loro precedenti rapporti con le aziende farmaceutiche per cui avevano lavorato.

I conflitti d’interesse dei suoi collaboratori non sono mai stati resi pubblici dall’OMS, che ha definito le investigazioni sulla cattiva gestione della pandemia “teorie complottiste”. Le aziende farmaceutiche hanno guadagnato circa 7 miliardi di dollari nella vendita di vaccini ai governi.

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