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  • lunedì 24 maggio 2010

E stasera chiude anche 24

Stasera va in onda negli USA il finale della ottava stagione, e fine della serie

Il personaggio di Jack Bauer tornerà forse al cinema

Jack Bauer ci lascia. No, non è morto. Era già morto un paio di stagioni fa, alla numero 4, ma poi è resuscitato. È anche sopravvissuto a un paio di esplosioni atomiche, al contatto diretto con armi chimiche e batteriologiche, a decine di ferite da arma da fuoco, all’eroina, a torture mostruose, alla mafia russa, ai terroristi islamici, ai narcos colombiani, ai comunisti cinesi, ai governi corrotti africani, ai servizi deviati, ai poteri forti americani, allo stato imperialista delle multinazionali e, soprattutto, a tutti i guai che gli ha procurato la goffa figlia Kim. Jack non s’è fermato davanti a niente e nessuno, non s’è fatto scrupoli a torturare il fratello e a uccidere il padre pur di salvare il mondo. Ci riesce due o tre volte per ogni ora, circa settanta volte al giorno, perlomeno 576 volte in otto giorni. Al nono giorno anche lui si deve riposare. In fondo ora è anche diventato nonno. In otto giorni ha visto morire tra le sue braccia una moglie e tre fidanzate serie (una l’ha uccisa lui, però). Stasera si chiude. Forse faranno un film per il cinema.
Le ultime stagioni sono finite con Jack sempre più malinconico, pronto a ritirarsi per sempre. Lo abbiamo visto prendersi cura dei bambini poveri in Africa, pregare con un Imam islamico che predicava tolleranza, giocare col nipotino. Ma erano solo concessioni al clima di cambiamento e speranza creato nel paese dall’elezione di Obama. Bauer infatti non è mai stato così Bauer come in questi ultimi due giorni/stagioni. La tortura più terribile che Jack abbia mai fatto è andata in onda la settimana scorsa, puntata 22, quando ha  letteralmente estratto un’informazione da un agente russo (squartandolo vivo per recuperare dalle budella una sim del telefono – e poi dicono che il ddl contro le intercettazioni non serve).

Adesso, stasera, 24 chiude con l’ultima puntata trasmessa negli USA. Chiude dopo otto stagioni la serie che ha interpretato e raccontato tempi ed evoluzioni del rapporto dell’America con la paura del nemico dall’11 settembre in poi, attraverso una trovata formale che al suo apparire suonò eccitante e rivoluzionaria: il racconto in tempo reale, 24 puntate da un’ora ogni stagione, per la storia di una giornata. Ci sono stati personaggi memorabili e una grande capacità di rendere umanissimo un protagonista che ne fa più di Superman.
La puntata di stasera dura due ore: New York, tra le 2 e le 4 pm.

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