È arrivato l’anticiclone delle Azzorre!

È lui che alza la temperatura in Italia. Abbiamo deciso di conoscerlo meglio

Sembrerebbe che, come al solito, l’aumento delle temperature in Italia sia tutto merito dell’anticiclone delle Azzorre, un nome che spunta regolarmente nei servizi meterologici. Abbiamo quindi deciso di conoscere un po’ meglio il fenomeno che — speriamo — ringrazieremo per il caldo dei prossimi mesi.

Cos’è un anticiclone? Una zona di alta pressione, dove spirano venti deboli. L’aria al suo interno è pesante, compressa e calda, e porta all’innalzamento delle temperature e alla dissoluzione delle nubi. Gli anticicloni hanno forma circolare o ellittica, e ne esistono di tre tipi: dinamici, termici e mobili. Quello delle Azzorre è dinamico, cioè tropicale e coinvolto quasi 365 giorni all’anno nella circolazione dell’atmosfera della Terra. A differenza di quello termico — come l’anticiclone Russo-Siberiano, che interessa esclusivamente le zone fredde — e quello mobile, una formazione estemporanea di venti forti in grado di migliorare il tempo solo per pochi giorni.

Dove nasce quello delle Azzorre? Beh, questa è facile: nella zona dell’omonimo arcipelago, nove isole che formano una regione autonoma del Portogallo nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico. Molto probabilmente prende il nome dall’astore, un uccello che i primi esploratori delle isole pensavano fosse diffuso in tutto l’arcipelago, benché si sia poi scoperto che in quella zona non ne sia mai esistito nessun esemplare. L’arcipelago è un po’ la casa dell’anticiclone, quella in cui si stabilisce nei periodi di immobilità, quella in cui torna dopo le sue visite nel Mediterraneo.

Cosa succede d’estate? L’anticiclone si espande verso est, arrivando a occupare il Mediterraneo e in generale buona parte dell’Europa continentale. In Italia, la sua presenza riscalda stabilmente le zone più a sud d’Italia, la Sicilia, la Sardegna, e le fasce costiere della Maremma grossetana e di quella laziale, talvolta coadiuvato da un altro nome noto dei servizi metereologici, l’anticiclone subtropicale africano. Nel nord Italia — dall’Arco Alpino al versante medio-alto dell’Adriatico — l’anticiclone incontra spesso qualche difficoltà, a causa delle perturbazioni fredde che arrivano dal nord Europa, portando precipitazioni e basse temperature.

L’eccezione. Capita, in media una volta ogni dieci anni, che l’anticiclone delle Azzorre non entri nel Mediterraneo, ma si spinga verso nord puntando dritto verso il Circolo Polare Artico. Qui si incontra con l’anticiclone scandinavo, ribaltando completamente la situazione: siccità in Nord Europa, temporali e basse temperature nel bacino del Mediterraneo.

E nelle altre stagioni? In quelle intermedie, primavera e autunno, l’anticiclone fa — mai modo di dire fu più azzeccato — il bello e il cattivo tempo. Alterna cioè brevi espansioni come quella estiva a escursioni verso nord e ritirate nell’Oceano Atlantico, dove lascia spazio alle perturbazioni fredde di entrare nel Mediterraneo. D’inverno, può invece capitare che incontri l’anticiclone russo-siberiano nel suo movimento verso sud-ovest, portando pioggia e brutto tempo sulla costa Adriatica e sul sud Italia, e non al Nord, protetto da Alpi e Appennini.

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