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La famosa cultura del fallimento che non c’è

8 giugno 2012

Leggo un accanimento nient’affatto terapeutico contro Massimo Marchiori che oggi ha annunciato di aver lasciato la guida del progetto Volunia. L’altro Google. Il futuro dei motori di ricerca, secondo le esagerate definizioni usate per il lancio sbagliato di un progetto evidentemente sbagliato.
Startupper che stimo come Massimo Ciociola o Stefano Bernardi sono addirittura indignati. Mi scrivono che Marchiori con il suo comportamento avrebbe offeso tutti gli startupper. E poi che non si abbandona la nave lasciando l’equipaggio. Circola un fotomontaggio dove Marchiori è immortalato come un nuovo Schettino davanti alla Concordia che affonda. Calma, stiamo calmi. E cerchiamo di capire di che e soprattutto di chi stiamo parlando. Massimo Marchiori non è uno startupper, ma un matematico e un ricercatore universitario. Il suo scopo non è mai stato fare i soldi ma fare delle cose utili per gli altri (a volte queste cose coincidono, a volte fare il bene è un di cui del fare i soldi, molte altre volte invece no). Non voleva fare i soldi quando immaginò l’algoritmo alla base di Google e lo passò ingenuamente ma anche generosamente a uno dei due ragazzi che avrebbe poi fondato Google. Non voleva fare soldi quando ha rifiutato offerte stratosferiche per andare a lavorare all’estero, anche per Google, per restare ad insegnare matematica in una università italiana. E non voleva fare soldi quando ha provato a fare Volunia. Cosa voleva fare? Fare una cosa utile al resto del mondo, rendere l’esperienza della navigazione del web più ricca e utile appunto. Nella vicenda Volunia Marchiori si è assunto tante colpe non sue, come si evince dalla lettera, ma ha fatto anche alcuni errori madornali per uno startupper: a partire dalla scelta del finanziatore e dei patti che hanno regolato il loro accordo (praticamente Massimo non decideva nulla e poteva essere accontonato in ogni momento come si è visto). Ma ripeto: Massimo non era e non diventerà mai uno startupper, non ha il sacro fuoco che hanno dentro Ciociola, Bernardi e tanti altri che ci stanno provando a fare una impresa. Ma i soldi non sono l’unico criterio per giudicare una persona, anzi. Massimo è un signor ricercatore stimato in tutto il mondo, è un docente che si dedica anima e corpo ai suoi studenti ed è una persona profondamente perbene. Non ce ne sono tanti altri come lui. Ma il motivo per cui scrivo queste righe non è per difendere lui, ma per difendere gli startupper e gli aspiranti tali. Li vorrei difendere da un errore molto italiano che è la lapidazione di chi sbaglia e fallisce. In questi anni in cui ho partecipato forse a centinaia di eventi di innovazione ogni volta ci diciamo la solita cosa, ovvero che uno dei segreti della Silicon Valley è la cultura del fallimento, il premiare chi ci prova e sbaglia e riparte, rispetto a chi non fa nulla. Mentre da noi chi sbaglia è perduto. Appunto. Massimo ha provato e ha sbagliato. Non ha rubato. Non ha ingannato nessuno. Ha provato a fare una cosa utile per tutti e ha sbagliato. Per questo io, caro Stefano, caro Max, anche oggi sono con lui. E gli auguro di volerci provare ancora.

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  • uqbal

    Ah, signor D, cmq i complimenti fanno sempre piacere, grazie…

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  • donatellasanna

    Egregio Signor Luna,
    mi permetto di scriverle, pur sapendo che le mie parole non potranno mai intaccare le sue convinzioni, così bene esposte nei suoi scritti. Vorrei comunque dirle qualcosa sul tema Marchiori-Volunia. Cercherò di esporre semplicemente le mie idee e non entrerà certamente nel campo tecnico, aspetto del quale non ho alcuna competenza. La sua difesa a spada tratta del comportamento del Professor Marchiori mi risulta sorprendente e le spiego perché lei è stato capace di prendere le difese del Professore di fronte a evidenti mancanze di stile e professionalità dello stesso. Siamo d’accordo sul fatto che non si possa lapidare chi sbaglia, ma da qui a portare alla redenzione chi, oltre ad aver sbagliato, si propone in maniera scientifica di portare alla rovina il progetto in cui diceva di credere e i collaboratori che diceva di stimare… Da incompetente le dico che a me pare evidente il fatto che il Professor Marchiori abbia volutamente mandato avanti una politica di affossamento del progetto, con la volontà di provocare il maggior danno possibile. Non a caso il suo comunicato è avvenuto a pochi giorni dal lancio del progetto, un venerdì sera, quando gli amministratori di Volunia si trovavano (ma che strano) su un aereo. Casualità curiose anche per un matematico tanto avezzo agli studi delle probabilità. Ma soprattutto è avvenuto in un momento in cui il team di Volunia era, SENZA DI LUI, riuscito a rimettere insieme i pezzi da lui lasciati inconclusi, spezzettati. Dunque, egregio Signor Luna, mi stupisce davvero che una persona del suo calibro non sia in grado di cogliere le stranezze di questa situazione. Seriamente mi sorprende il suo continuare a dire che il povero Professore abbia peccato di ingenuità, scegliendo di affiancarsi all’imprenditore sbagliato. Ho invece la netta sensazione che il Professor Marchiori non sia stato all’altezza dell’incarico che gli è stato affidato, né dal punto di vista scientifico, né dal punto di vista imprenditoriale, ma soprattutto dal punto di vista umano. In questo senso io, umile cittadina che non ha mai scritto su un blog o su un giornale mi schiero palesemente in favore di Mariano Pireddu, persona seria e responsabile dalla professionalità indiscussa, dei suoi collaboratori più stretti e degli studenti formati dal Professor Marchiori. Un merito ce l’ha il Professore: ha creato dei professionisti che finalmente possono liberarsi dalla pesantezza della sua presenza e possono dimostrare di essere capaci di andare avanti senza di lui. Forse avrebbero continuato a stimarlo pur non lavorando più con lui, ma credo che questo non sia più possibile e sa cosa le dico… anche lei, egregio Signor Luna, dovrebbe cercare di essere più obiettivo e ammettere di aver fatto un errore di valutazione.

  • andreamereu

    Egr. sig. Luna, vorrei tanto sapere dove ha letto l’accanimento terapeutico nel confronti del prof. Marchiori che lei evidentemente stima tanto, glielo chiedo e gradirei una risposta perche’ io ho letto principalmente articoli in cui non si e’ fatto altro che osannare questa persona, far credere che avesse inventato google e che ora con Volunia avrebbe fatto la guerra a Google, farlo diventare l’unico luminare e l’unica persona degna di nota di un paese chiamato Italia e citarlo come motivo di orgoglio di tutta la comunita’ accademica.

    Questi tanti articoli io li ho commentati come sto facendo ora sul suo, li ho commentati e commentero’ anche questo dicendo cose condivisibili o meno ma sicuramente non offensive contro nessuno ma purtroppo i miei commenti sono stati vittima di censura, su repubblica e su daily wired, due siti che non mi sembra attacchino in nessun modo il prof. Marchiori e in cui non si parla di cultura di fallimento; in questi siti si passa la notizia che Volunia senza il suo ideatore non ha ragione di esistere, che in tutto quello che e’ stato fatto il professore non ha responsabilita’, che potrebbe tornare se le cose cambiassero.

    L’accanimento di cui parla lei in effetti c’e’ stato, sia contro tutto il team che lavora in Volunia e che sta portando avanti il lavoro nonostante l’abbandono di chi oltre che direttore tecnico avrebbe voluto essere anche amministratore delegato, sia nei confronti del progetto in se che ieri ha avuto l’apertura al pubblico senza che la notizia abbia avuto il benche’ minimo risalto sulla stampa, sia contro chi, basandosi sulle idee del prof. Marchiori ha investito milioni di euro in questo progetto e penso avesse tutti i diritti di entrare nel merito delle scelte e dell’epic fail della prima versione beta.

    Come potra’ intuire nessun investitore investira’ mai in attivita’ senza un ritorno economico, se non era quello l’obiettivo di Volunia e come dice lei al prof. non interessavano i soldi bastava che non li chiedesse, non prendesse quote in Volunia e non avviasse questo progetto, se l’obiettivo era non fare i soldi ma arricchire le conoscenze i finanziamenti li avrebbe dovuti ottenere dall’universita’ e non da un privato.

    Ebbene, lo scritto e lo ribadiro’ anche in questa occasione, vorrei dire al Prof. Marchiori che in certi momenti sarebbe piu’ oppurtuno star zitti e conoscere l’arte del non apparire, anziche’ parlare senza dare spiegazioni e addossando le responsabilita’ sempre ad altri.

    Sono power user dal primo giorno, mi sembra che il direttore tecnico fosse il prof. Marchiori, non ho mai ricevuto alcun riscontro ai miei feed inviati, alcuni semplici come un problema sul mio account, altri piu’ complessi, come l’addon per IE.
    L’unica responsabiltia’ e l’unico errore commesso pare sia avere accettato compromessi, ma sa come funzionano le aziende?

    Perche’ non parla della presentazione, un fiasco e una figuraccia a livello globale, della grafica ridicola, dei mille bug, dell’utilizzo di word press e delle violazioni al sito avvenute i primi giorni, del sistema di ban, e sopratutto perche’ non parla sul silenzio per mesi alle migliaia di feedback inviati dagli utenti, possibile che un direttore tecnico non abbia responsabilita’ in tutto questo? Perche’ non parla del motore semantico e dei metalivelli che ci ha raccontato per poi presentarci e darci in uso un motore senza benzina?

    Vorrei ricordare infine al prof. Mrchiori che per sua stessa ammissione in Volunia continuera’ ad essere socio e a godere dell’eventuale successo della sua attivita’ imprenditoriale.
    Proprio per questo, a 6 giorni dal lancio mondiale del progetto di cui si definisce ideatore ma che dalle sue parole sembra sia stato un progetto fatto da altri, avrebbe fatto meglio, a mio parere, a tacere e a risolvere il suoi problemi nel cda della societa’ e non a mezzo stampa contribuendo a diffondere la sua immagine e facendo fare l’ennesima figura a quella che lei definisce la sua creatura ma che evidentemente tanto sua non e’, e’ di altri.

    A tutti gli altri, quelli che non sono mai citati, faccio i miei migliori auguri perche’ continuino a lavorare al progetto con grinta, passione e fiducia e senza farsi condizionare da scelte o minacce velate sul loro futuro, Volunia da quanto dice sono piu’ loro che lei ma le ricordo che Volunia siamo soprattutto noi, sino al 14 semplici power user, dal 14 semplicemente User.